Di fronte alle violenze sui bimbi sordi la gerarchia vaticana è muta

26 Marzo 2010
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Amsicora

Ricordate Milingo? Quel vescovo esorcista africano, per contestare il celibato dei preti, a un certo punto “praticò l’obiettivo”, sposando una matura signorina, capace d’intendere e di volere. E …consumò. Le gerarchie ecclesistiche lo sospessero immediatamente, poi lo convinsero a pentirsi, ad abbandonare la malcapitata, prima di espellerlo definitivamente dal grembo della Chiesa. La gerarchia allora fu pronta e loquace, e loquace lo è, e molto, anche sul rispetto della vita nelle varie forme, a partire dall’embrione.
Non vi pare esista contraddizione col silenzio in occasione dei tanti e ben noti episodi di pedofilia? Ora veniamo a sapere che le gerarchie ecclesiastiche non presero le misure necessarie contro un religioso del Wisconsin che aveva molestato 200 ragazzini di un prestigioso istituto per sordi; e questo nonostante i vescovi americani avessero ripetutamente avvertito la Santa Sede che la vicenda avrebbe potuto creare grave imbarazzo alla Chiesa. E’ quanto emerge da vari documenti ecclesiastici in possesso del New York Times.
Dalla corrispondenza interna dei vescovi del Wisconsin al cardinale Joseph Ratzinger, futuro Papa Benedetto XVI, risulta - scrive il quotidiano - che le autorita’ ecclesiastiche mentre discutevano se il sacerdote dovesse essere sconsacrato, avevano come “principale preoccupazione quella di proteggere la Chiesa dalla scandalo”. E così a fronte della violenza sui bimbi sordi, loro si fecero muti! Il caso riguarda un sacerdote americano, padre Lawrence C. Murphy, che lavoro’ in una rinomata scuola per sordi tra il 1950 e il 1974. Nel 1996, il cardinale Ratzinger, alla guida della Congregazione per la Dottrina della Fede, non rispose a due lettere sulla vicenda inviate dall’arcivescovo di Milwaukee, Rembert G. Weakland. Dopo otto mesi, il suo vice, cardinale Tarcisio Bertone, oggi segretario di Stato Vaticano, incarico’ i vescovi del Wisconsin di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all’allontanamento di padre Murphy. Ma Bertone, secondo il quotidiano, fermo’ il processo dopo che padre Murphy scrisse personalmente al cardinale Ratzinger, spiegando che non avrebbe dovuto essere messo sotto processo perche’ pentito e in cattive condizioni di salute: “Voglio semplicemente vivere quello che mi resta nella dignita’ del mio sacerdozio”, scrisse padre Murphy, prossimo alla morte. Il quotidiano ha ottenuto i documenti, tra cui le lettere tra i vescovi e il Vaticano, dagli avvocati che rappresentano i cinque uomini che hanno avviato quattro cause contro l’arcidiocesi di Milwaukee. (AGI) Il NYT racconta che Padre Murphy non solo non fu mai processato dai tribunali ecclesiastici, ma riusci’ anche a evitare la giustizia penale.
Tre gli arcivescovi del Wisconsin che vennero a sapere che il sacerdote abusava sessualmente dei piccoli e che pero’, come risulta dai documenti, non si rivolsero mai alla magistratura penale o alle autorita’. Finche’ nel 1974, il sacerdote fu trasferito in una diocesi nel nord del Wisconsin, dove trascorse gli ultimi 24 anni della sua vita continuando a lavorare liberamente con i bambini, in parrocchie, scuole e - come risulta da una denuncia - in un centro di detenzione per minori. Mori’ nel 1998, ancora sacerdote.

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