Statutaria: Renato il Munifico

4 Luglio 2008
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Andrea Pubusa

I grandi personaggi della storia? Basta il nome a ricordarli, magari con un aggettivo che ne esalta vizi o virtù. Alessandro il Grande, Carlo Magno, Pietro il Cerimonioso, Ivan il Terribile, Lorenzo il Magnifico. Forse anche Soru, nella nostra storia regionale, lascerà il segno. Basterà Renato per ricordarlo. E la sua più grande virtù? Stando alle sue ultime azioni, niente più che il Munifico può indicarne le attitudini. Renato il Munifico, dunque. Sulla Statutaria Soru elargisce un po’ di doni a tutti. Regala al centrodestra il Psd’az, un partito, almeno nell’ultimo lustro, sempre alleato della sinistra. Come può un partito che ha fatto del federalismo esterno ed interno l’elemento identitario allearsi con chi predica e pratica il più deciso degli accentramenti? Certo non tutti i sardisti seguiranno il vertice nell’avventura col centrodestra. Una parte nelle urne preferirà il centrosinistra e un’altra si disperderà nelle liste indipendentiste o nel magma indistinto dell’astensione. Ma una fetta di voti viene sicuramente ceduta agli avversari o comunque perduta.
Non basta. Soru è così prodigo che dona al centrodestra o all’astensione anche una fetta dello SDI. D’accordo son quattro gatti. Ma quando si arriverà alla conta dei voti possono esser quelli che fanno la differenza. Balia & C. non son certo farina da fare ostie, ma vengono dallo stesso grano di Cabras e Spissu e non sono certo peggio dei Marroccu, dei Pirisi e dei Sanna.
Ma ci son doni per tutti. L’area del centrosinistra che ha votato contro la Statutaria dove andrà? Sicuramente una parte, senza entusiasmi, voterà Soru, ma certamente un’altra parte si dividerà fra l’astensione e la dispersione.
Renato il Munifico, dopo questo giro in slitta, tornerà a casa con la Statutaria, ma col sacco mezzo vuoto: si troverà così solo col suo metà PD e con i resti dell’ex Arcobaleno, che hanno scelto di “servir tacendo e tacendo morir”. Ma attenzione anche qui qualcosa si muove! E l’altro mezzo PD? Sarà fedele? Chissà. Certo è che nei partiti liquidi non esiste passato né futuro: esiste un eterno presente. Ed allora meglio dar una botta a Soru nelle urne piuttosto che vederselo, da vincitore, spadroneggiare in casa. Non è gia successo a Macomer, a Villacidro e ad Assemini? Perché non anche alla Regione?
Ma si dirà, dopo aver sperperato pezzi di consenso prezioso, si tiene almeno la Statutaria. No, amici miei, non si terrà neppure quella! Perché a fruirne non sarà lui, ma il luogotenente del Cavaliere che, grazie alla sua generosità elettorale, potrà giovarsi anche della Statutaria e fare e disfare come vorrà. Insomma, regala all’avversario anche il suo pezzo più prezioso: la monocrazia.
Ma in fondo offre al centrodestra anche un bene più importante: l’idea e il gusto della legalità, perché la promulgazione della Statutaria è un vulnus grave all’ordinamento, un vero “colpo di Statuto”, come con ironia, ma nel vero, abbiamo detto. E certo tutto questo, Berlusconi trionfante, Soru poteva risparmiarcelo.

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