ANPI: dal Congresso nazionale un impegno compatto per la difesa e l’attuazione della Costituzione

17 Maggio 2016
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Gianna Lai



Il 16^ Congresso dell’Associazione Nazionale Partigiani si è svolto a Rimini nei giorni scorsi, forte dei suoi 124 mila iscritti e 900 amici dell’ANPI, lì rappresentati da centinaia di delegati e invitati provenienti da tutte la regioni.
Accanto a una presenza ancora ben definita di ex partigiani, si vedono molti giovani in sala, gli uni e gli altri  numerosi nel prendere la parola tra i tanti delegati che sono interevenuti, al punto da imporre l’allungamento degli orari della discussione e la continuazione del dibattito fino alla mattina di domenica. Interventi appassionati che riconducono alla vita delle sezioni, ormai presenti in tutte le province d’Italia, per una esperienza  vera della partecipazione e del coinvolgimento popolare: a partire  dalle attività che si svolgono con le  scuole e dal dibattito su Resistenza e Costituzione, su storia  e memoria attiva, nell’impegno degli storici e nella presenza dei partigiani. A partire dal lavoro per l’applicazione e la difesa della  Carta, nel referendum del 2006, in questo referendum di ottobre, che ha già visto l’adesione dell’ANPI  ai  Comitati per il NO, mentre si preparano i banchetti per la raccolta delle firme contro la legge di modifica Costituzionale e in contrasto all’Italicum.  Lo ha detto anche il presidente Smuraglia  nella sua ampia e approfondita relazione politica, dopo aver toccato significativamente i punti della crisi economico-sociale in atto e dei mutamenti del sistema mondiale, dell’impotenza delle grandi organizzazioni a prevenire i conflitti, e dell’incapacità dell’Europa di ‘essere ed agire al livello di una vera Unione’.
E ha parlato del ‘protrarsi  degli effetti’ di una cattiva gestione della cosa pubblica, da Berlusconi a oggi, fino alla manomissione della Carta, anche attraverso collegi di saggi del presidente della Repubblica. E ha sottolineato la mancata attuazione di due riforme condivise dai più,  la legge elettorale e il bicameralismo perfetto, mediante l’attribuzione alle Camere di funzioni in buona parte diverse. E ha ribadito la funzione dell’ANPI, in quanto coscienza critica di un ’sistema politico in disfacimento, e spesso degenerato’, riproponendo la questione morale e la denuncia contro un liberismo sfrenato, che provoca disfunzioni e diseguaglianze.
L’autonomia dell’ANPI e la sua indipendenza quale che sia il governo in carica. L’ANPI della tradizione e della ‘nuova stagione’, che apre nel 2006 anche a chi non è stato partigiano, e che aderisce alla nuova storiografia, secondo cui fu Resistenza anche quella non armata: l’opera decisiva degli operai che organizzarono gli scioperi nel 1943-44, degli internati militari e dei giovani italiani che combatterono nell’esercito inglese e americano. E la Resistenza come fenomeno nazionale che ha coinvolto il meridione d’Italia, così da liberarla dall’enfasi, spesso presente nel suo racconto, fino ad affrontare le questioni della ‘violenza’, fuori da ogni strumentalizzazione, per ridare significato ai  valori dell’antifascismo e della lotta di liberazione. E poi la partecipazione delle donne alla Resistenza, ‘la prima vera grande irruzione collettiva delle donne sulla scena politica’, cui seguì la conquista del diritto di voto, e che oggi, nell’associazione,  si  esprime attraverso il  Coordinamento donne ANPI,  ricerche, incontri, seminari, per un’elaborazione e un impegno che vede aumentare il numero delle donne negli stessi organismi dirigenti.
E ha ricordato il presidente le iniziative nei territori della penisola sui temi dell’ANPI, a partire da lavoro, diritti e difesa della Costituzione. Rifugiati e migranti nel quadro di una forte ispirazione alla pace, per l’inclusione, e contro ogni forma di xenofobia e razzismo. E l’impegno per la creazione di un largo fronte antifascista europeo, contro il neofascismo, anche se non facilmente realizzabile,
Centrali nel suo discorso le questioni del referendum, una ‘unità di intenti’, senza ‘cedimenti e compromessi’, così come è emerso dai Congressi delle sezioni. Contro la trasformazione del referendum in plebiscito, perché al centro non c’è il governo ma la difesa della Costituzione e della democrazia, linearità e coerenza dell’ANPI, dopo anni di battaglie per l’applicazione e in  difesa della Carta.  Nella massima autonomia e indipendenza, organizzare banchetti, anche d’intesa con l’Arci,  facendo in modo che ogni iscritto sia in grado di spiegare e di informare. 
Questa l’associazione dei partigiani a settant’anni dalla guerra, tutta immersa nella contemporaneità e nella politica dei nostri giorni. 
 

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