E’ morto Dario Fo, sommo giullare, grande uomo

13 Ottobre 2016
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Red

È morto Dario Fo, intellettuale versatile e sommo giullare: scrittore e drammaturgo, attore e scenografo, attivista politico e pittore, regista e drammaturgo. Sempre dalla parte dei lavoratori. Fo aveva 90 anni, era nato a Sangiano in Lombardia e nel 1997 aveva vinto il premio Nobel per la letteratura. Era ricoverato da 12 giorni all’ospedale Sacco di Milano per problemi respiratori.
Nel 1954 Dario Fo sposò Franca Rame, con cui ebbe un figlio nel 1955. Rimasero insieme per quasi sessant’anni, lavorando e condividendo l’impegno civile e di lavor.
Franca Rame e Dario Fo iniziarono a lavorare insieme nel 1958 fondando la “Compagnia Dario Fo-Franca Rame”: lui era il regista e il drammaturgo del gruppo, lei la prima attrice e l’amministratrice. Storica la difesa della libertà artistica, quando abbandonaro Canzonissima contro la pretesa dei vertici RAI di censurare le lotte dei lavoratori. Correva l’anno 1962 alle 21,10 di giovedì 29 novembre, mentre l’Italia aspetta, come ogni sabato, l’ inizio di “Canzonissima”, il programma più popolare del momento, compare un’annunciatrice che si limita ad annunciare: “Dario Fo e Franca Rame si sono ritirati da ‘Canzonissima’”.  All’origine del gram riufiuto c’è uno sketch, prima approvato dalla Rai poi censurato, sui lavoratori edili, proprio mentre era in corso la vertenza sindacale che li riguardava. L’episodio, rappresentò una pagina importante di storia del costume e mostrò quanto ferreo ed ottuso fosse il controllo politico sulla tv.
Nel 1968 Dario e Franca fondarono il collettivo “Nuova Scena” dal quale poi si staccarono «per divergenze politico-ideologiche». Nacque quindi “La Comune”, celebre per gli spettacoli di satira e critica politica che mise in scena, come “Morte accidentale di un anarchico” e “Non si paga! Non si paga”.
Nel 1969 Dario Fo portò per la prima volta in scena il Mistero buffo, che divenne poi la sua opera più famosa: Fo era l’unico attore in scena e recitava – rielaborandoli – testi antichi in un linguaggio teatrale che mescolava lingue e dialetti. Questo linguaggio inventato si chiama grammelot ed è fatto di onomatopee e parole prive di significato che imitano il ritmo e l’intonazione di linguaggi esistenti: nel caso di Fo era una mescolanza dei dialetti della pianura padana.
Fo vinse il Nobel per la letteratura con la motivazione: «perché, seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi».
Dalla fine degli anni Novanta si è molto impegnato nell’opposizione a Silvio Berlusconi, sul quale ha scritto le opere satiriche Ubu rois, Ubu bas e L’Anomalo Bicefalo, l’ultima insieme a Rame che interpretava Veronica Lario mentre Fo faceva la parte di Berlusconi.

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