Doppia preferenza: partecipare ad una rapina non è democratico. Occorre fare una nuova legge

18 Maggio 2017
4 Commenti


AAndrea Pubusa

 

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C’è una mobilitazione di donne in Sardegna per rivendicare “l’immediata introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale sarda”. L’appello è stato lanciato dal collettivo Heminas  e raccoglie adesioni in tutta l’Isola, sepcie fra le donne dei partiti maggiori. L’altro giorno un centinaio hanno manifestato davanti al Consiglio regionale. In testa il fazzoletto – su muccadori – a richiamare la sardità di questa battaglia femminile. Certo, ci sono ragioni forti e incontestabili alla base di questa rivendicazione. L’attuale Assemblea regionale con 4 donne su 60 componenti assomiglia più ad un organismo islamico che ad un’assemblea elettiva italiana, retta dai principi della nostra Carta costituzionale, difesa e confermata a furor di popolo il 4 dicembre scorso. D’altronde, gli effetti della doppia preferenza sul ceto politico comunale sono stati evidenti e dirompenti. Tra il 31 dicembre 2012 (ultimo anno prima delle elezioni con il nuovo sistema) e il 31 dicembre 2015, cioè in appena tre anni, la presenza femminile è aumentata del 38,8%. Un bel salto! Sacrosanta dunque la mobilitazione femminile a favore di un voto riparatore rispetto a quello di quattro anni fa, quando il Consiglio affossò col voto segreto la doppia preferenza di genere.
Tutto bene dunque? Non proprio. Anzi per niente bene. Il presidente della Prima Commissione del Consiglio regionale, competente sulla materia, certo Agus, dice: “Per accorciare i tempi la doppia preferenza verrà introdotta nell’attuale legge elettorale con una norma stralcio”. Ad Agus e ai suoi amici di consorteria interessa mantenere l’attuale legge regionale in modo da lucrare l’alleanza col PD, tramite la quale anche la volta scorsa è entrato in Consiglio. “Norma stralcio” ha un significato inequivocabile. Lasciamo la legge elettorale regionale com’è, inserendo solo la novella sulla doppia preferenza. E allora, care Hemminas, vi chiedo: “partecipare a una rapina è un fatto democratico“? Sì perché introdurre la doppia preferenza in una legge-truffa, significa voler partecipare alla truffa, spartendosi il bottino. Il maltolto è in danno di quegli elettori ed elettrici sardi sostenitori di liste non allineate ai due grandi partiti, quelli che hanno cucinato questa immondezza legislativa, PD e FI. Abbiamo visto l’esito di questa vergogna nelle ultime elezioni regionali, dove sono rimasti fuori dal Consiglio esponenti di liste che hanno riportato 45.ooo e 75.ooo voti. E allora, care Hemminas,  come la mettiamo con questo furto di democrazia? Se mantenete ferma la proposta così com’è, c’è solo da trarre una conclusione volete concorrere nel delitto. Ma siete sicure che, senza una battaglia generale per una riforma integrale della legge truffa regionale, riuscirete a spuntarla? Già qualcuno paventa che il passaggio in Aula della norma presenza molti pericoli,  se non si evita il voto segreto. Dunque, visto l’epilogo del 2013, ci vorrebbe un cambio di strategia più che di tattica: non serve l’immediata calendarizzazione della doppia preferenza nei lavori dell’Assemblea, come dite voi, serve la discussione dell’intera legge anche nei punti in cui penalizza tutti i sardi. Con un movimento democratico ampio si può vincere, com’è accaduto il 4 dicembre, con un obiettivo ristretto come il vostro, la democrazia sarda perde comunque. Non vi pare?

4 commenti

  • 1 aldo lobina
    18 Maggio 2017 - 07:13

    Il nostro sistema elettorale regionale deve essere davvero profondamente riformato. Se continueranno a prevalere gli egoismi - compresi quelli di genere - senza il ripristino di una rappresentanza fedele al risultato elettorale (e non a quello che si vuole ottenere) i valvassini interessati continueranno il loro servaggio e noi continueremo in questa palude dominata da una dis-crazia, che è una vera e propria disgrazia.

  • 2 Oggi giovedì 18 maggio 2017 | Aladin Pensiero
    18 Maggio 2017 - 08:19

    […] partecipare ad una rapina non è democratico. Occorre fare una nuova legge 18 Maggio 2017 Andrea Pubusa su Democraziaoggi. ——————————– gio 18 mag 2017 […]

  • 3 vincenzo pillai
    18 Maggio 2017 - 12:21

    Non voglio crederci ! Possibile che coloro che hanno subito tanta emarginazione siano disponibili a dare una verniciata di rosa a una legge infame? Troviamo il modo per arrivare a un confronto PUBBLICO con HEMINAS in modo da capire se tutta l’organizzazione è schierata per un simile compromesso.

  • 4 lucia Pagella
    19 Maggio 2017 - 18:34

    Peccato!i impossibile lasciare un commento

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