Povertà e assurdità normative: nei paesi si toccano con mano

5 Giugno 2017
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Andrea Pubusa

legna da ardere: Mucchio di legna da ardere di betulla con bosco di betulle in background Archivio Fotografico

Fare la campagna elettorale in un piccolo paese ti immette in una realtà invisibile dalla città e ti fa conoscere le contraddizioni e le illogicità più assurde della nostra legislazione di derivazione europea. Per esempio, tocchi con mano povertà assurde. Una signora mi confida di vivere con due figli disoccuppati con 500 euro di pensione di reversibilità e 200 di assistenza ad uno dei figli inabile. Mi vien quasi da piangere, Perché non sembra, ma queste storie mi toccano nel profondo. Mi sono illuso che 70 anni di Repubblica e di Costituzione abbiano se non portato l’eguaglianza sostanziale, assicurato a tutti una vita libera e dignitosa. E che vità libera è questa nelle ristrettezze totali? Ma c’è di peggio: questa donna mite e dignitosa mi dice che d’inverno soffre maledettamente il freddo perché non ha legna. Il pensiero corre subito ai 300 ettari di bosco comunale, soffocato dalla vegetazione aggrovigliata. Dice chi se ne intende, ma lo capisco anch’io, che lì bisogna tagliare e arieggiare il bosco lasciando crescere gli alberi ad una certa distanza. Ne parlo con alcuni compagni di lista. Dico, ma l’uso civico di legnatico si è estinto? Non si può fare legna nei nostri boschi che più che comunali sono comuni? La risposta è agghiacciante: per arieggiare il bosco vengono fatti dei cantieri per disoccupati, quando ci sono i fondi. Ma la legna dev’essere distrutta, triturata. E perchè non consegnata ai bisognosi? Verboten, vietato dalle norme UE, che regolano quei cantieri. Chiedo la ragione, la ratio. Nessuno la sa spiegare. Penso, non si voglia far concorrenza ai venditori di legna. Boh. Non riesco a capire. Poi mi dice un giovane che ha partecipato a questi cantieri: il nostro Comune non ha neanche l’attrezzatura per triturare il legname. Dovrebbe munirsene con spese di acquisto e di gestione gravose. E allora? Allora, la legna si prende, senza che l’Amministrazione ne sappia nulla. Sparisce. E il problema è risolto de facto. D’accordo, una soluzione meno imbecille della triturazione. Finisce nei caminetti e nei forni dei paesani. Bene! Ma c’è un però. Manca la distribuzione secondo un criterio, secondo una graduazione del bisogno, per cui la vecchina che lamenta il freddo atroce d’inverno a quella ”sparizione” del legname dei cantieri non prende parte. Direte, ma il Sindaco, la giunta, il consiglio perché non fanno un regolamento sulla destinazione di quel legname. Semplicemente perché sarebbe illegittimo e perché se la sparizione della legna diventa distribuzione secondo bisogno e necessità, la UE ti revoca il finanziamento e paghi di tasca. Dura lex, sed lex!
Quando sento queste storie ho nostalgia di una sano comunismo, quello che con razionalità fa sì che la ricchezza sociale venga equamente distribuita. Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni!  E quale ricchezza è più sociale dei boschi comunali? Sono ciò che rimane di una grande storia comunitaria, dove secondo le consuetudini la comunità prendeva il legno per riscaldarsi e cucinare, le ghiande per alimentare gli animali, il pascolativo per i propri animali, e così via. Nei manuali di diritto è il c.d. uso civico, sacro da essere intoccabile, ma ormai nei fatti inesistente, distrutto dalla modernità fondata sulla logica de s’afferra affera. Ma qualcosa si dovrebbe pur poter fare: non è contradditorio che esista quel ben di dio che necessita d’essere tagliato e che nel contempo esistano tante persone a cui quella legna serve per vivere con un po’ di dignità e calore? E ancora che ci sia tanta gente che vorrebbe fare quel lavoro?
Leggo che qualche comune distribuisce la legna delle fasce frangifuoco, invocando l’uso civico di legnatico, qualche altro pubblica avvisi per stimolare l’esercizio di questo antico diritto. Ci sarà pure un modo per dare un po’ di razionalità a questo mondo! A partire dalle piccole cose. Ad esempio riscaldare le case delle povere vecchiette.

1 commento

  • 1 Oggi lunedì 5 giugno 2017 | Aladin Pensiero
    5 Giugno 2017 - 12:44

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