Attacco alla libertà sindacale della Giunta regionale e del Coran

31 Luglio 2020
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Andrea Pubusa

In questi giorni  la Regione e il Coran, il soggetto deputato alle trattative sindacali, stanno ponendo in essere una condotta gravemente discriminatrice nei riguardi delle associazioni sindacali maggiormente rappresentative dei dipendenti di Forestas nella trattativa in corso sull’inquadramento del personale.
Ecco in sintesi i fatti. La presidenza del Coran – Comitato per la Rappresentanza Negoziale della Regione Sarda, con una nota del 17 scorso, ha invitato le Confederazioni delle OO.SS. della Sardegna «a partecipare, in modalità videoconferenza, alle riunioni che si terranno i giorni Martedì 21 luglio e Giovedì 23 luglio 2020 alle ore 16.00 per discutere il seguente ordine del giorno:
Martedì 21 luglio: Presentazione del Coran e rappresentatività sindacale;
Giovedì 23 luglio: Inquadramento dipendenti Agenzia Forestas
».
Singolarmente, la presidenza del Coran non ha convocato le organizzazioni sindacali, quali la FLAI-CGIL e la FAI-CISL, ormai da decenni, interlocutrici e controparti nelle trattative sui forestali.
L’omissione è grave perché riguarda le organizzazioni maggiormente rappresentative del personale Forestas, nonché le uniche firmatarie dei contratti collettivi di lavoro che lo riguardano, e precisamente la FLAI-CGIL, la FAI-CISL, la UILA-UIL e la SNAF.
Si tratta di organizzazioni sindacali ben conosciute dal Coran e, come si può facilmente evincere anche dalla nota di rilevazione della rappresentatività, predisposta dal medesimo Coran, le più forti in Forestas: la FLAI ha 613 iscritti, la FAI 623, la UILA 332, lo SNAF 595 e l’UGL 19, per un totale di 2184 iscritti su circa 5.000 dipendenti, non tutti iscritti a OO.SS.
L’omissione, che incide gravemente sulle prerogative dei sindacati ricorrenti e sui diritti dei lavoratori, è stata immediatamente segnalata al Coran con nota del 18.7.2020 dai segretari regionali della FLAI-CGIL e della FAI-CISL, i quali hanno anche sottolineato che l’azione del Coran integra gli estremi della condotta antisindacale. In realtà si configura come una ingiustificata discriminazione nei riguardi delle organizzazioni rappresentative di gran parte dei dipendenti Forestas.
Sorprendente e rivelatrice è la risposta della presdidente del Coran. In essa si conferma la condotta antisindacale e si esplicita il disegno discriminatorio nei riguardi delle associazioni sindacali di categoria. Essa, infatti, è indirizzata alle segreterie regionali di CGIL FLAI, UILA, FAI CISL, SNAF- fna, UGL Sardegna e precisa che «a mente dell’art. 1 della L.R. 24 giugno 2020 n. 18 rubricata “Inquadramento del personale dell’Agenzia Forestas nel CCRL”, il medesimo personale è inquadrato nelle categorie e fasce del comparto unico del Contratto collettivo regionale, in coerenza con i criteri stabiliti dalla Deliberazione di Giunta regionale n. 28/1 del 26 Luglio 2019, in tal modo determinando il passaggio dei lavoratori in questione dal contratto collettivo di categoria di natura privatistica al contratto di comparto pubblicistico». E soggiunge: «L’ammissione alle correlate trattative non può pertanto che essere limitata alle OO.SS. firmatarie del citato contratto collettivo, altresì dotate dei previsti criteri di rappresentatività determinati per l’anno in corso sulla scorta degli acquisiti dati associativi, con conseguente esclusione degli altri sindacati all’uopo non aventi titolo».
Tradotto in lingua italiana, la maggioranza in Consiglio regionale regionale ha stabilito con legge una modifica di contratto dei forestali e con questo vero e proprio gioco delle tre carte ha escluso le associazioni di categoria dalle trattative in corso e da quelle future.
Come si vede – la condotta antisindacale del Coran è fondata su una legge regionale manifestamente contrastante con l’art. 39 Cost., poiché sottrae alla contrattazione con le organizzazioni rappresentative e firmatarie dei contratti collettivi in vigore la disciplina del rapporto dei dipendenti Forestas e il loro inquadramento.
Le ragioni di tale contrasto con la Carta costituzionale sono state illustrate dalla FLAI-CGIL in un ricorso dei giorni scorsi al TAR, nel quale vengono impugnati gli atti applicativi della Regione e di Forestas, in particolare l’ordine di servizio 25.6.2020 del D.G. ff. di Forestas, recante l’inquadramento del personale ai sensi della legge r. n. 18/2020.
In tale ricorso è stata sollevata questione di legittimità su questa legge, perché la materia dei contratti di lavoro è riservata dalla Costituzione alla trattativa sindacale e poi la disciplina regionale sul contratto di Forestas eccede la competenza legislativa esclusiva attribuita alla Regione Sardegna dall’art. 3 dello Statuto Speciale e dall’art. 117, comma 4, della Costituzione, in materia di ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi della Regione e stato giuridico ed economico del personale, invadendo un ambito di competenza materiale che l’art. 117, secondo comma, lettere l) ed m) della Costituzione riserva alla competenza esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile.
In contemporanea il Governo ha impugnato la legge sarda davanti alla Consulta. Ed invero, la determinazione unilaterale del comparto unico di contrattazione, poiché incide sull’ambito di applicazione del contratto collettivo di lavoro, interviene in un ambito materiale tipico del diritto civile dei contratti, precluso al legislatore regionale.
La Flai-CGIL e la Fai-Cisl, a loro volta, hanno presentato un ricorso per attività antisindacale al Giudice del lavoro. E’ probabile, dunque, che il tentativo della destra regionale di sottrarre alle organizzazioni sindacali rappresentative le trattative in favore di atti unilaterali dall’alto o di sigle sindacali di comodo finisca miseramente nel nulla per l’intervento concentrico della Corte costituzionale e dei giudici amministrativi e del lavoro.
Staremo a vedere.

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