Andrea Pubusa
Riprende con vigore la tendenza nei settori filoatlantici a criminalizzare e a ostracizzare chi pensa e parla contro il bellicismo degli stati occidentali. Accortisi dell’insuccesso del tentativo di ripetere in Russia quanto fatto in Irak e altrove, ora alzano il tiro contro chi non accetta la narrazione antirussa. Il fatto è che non si limitano a una battaglia di posizioni, no, vorrebbero addirittura silenziare chi esce dal perimetro bellicista occidentale. E così sparano ad alzo zero verso chi organizza eventi contro il riarmo e l’invio di armi in Ucraina o chi dice che l’Ucraina versa sangue per conto terzi. C’è la pretesa che questi tacciano, gli si nega la libertà di manifestazione o l’accesso ai media. In questo periodo è presa di mira sopratutto Elena Basile, che, con competenza diplomatica (è stata ambasciatrice), esprime le sue posizioni. Così si chiede alla Rai di non darle ospitalità nelle sue trasmissioni o, ad esempio, in un rozzo appello al Comune di Cagliari di negare gli spazi pubblici a dibattiti che la vedono relatrice. Si giunge in questo modo al paradosso di vedere personaggi, che si autodefiniscono difensori dei valori occdentali, negare la libertà di manifestazione del pensiero a chi non la pensa come loro. In effetti il pensiero occidentale è ambivalente, annovera le libertà, ma anche la schiavitù, il colonialismo, a la sopraffazione. Non stupisce pertanto che si richiami ai valori occidentali anche chi è guerrafondaio o suprematista o repressore delle altrui libertà. E in questa accolita vanno annoverati i censori di oggi. Stiano però tranqùilli, i veri democratici non si lasciano spaventare o impressionsre, ed hanno dalla loro parte la Costituzione, presidio sicuro delle libertà.



1 commento
1 Aladin
13 Luglio 2025 - 06:33
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