Novas pessime da RWM

16 Luglio 2025
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Massimo Coradu

Lunedì mattina si è svolto un presidio di fronte all’Assessorato all’Ambiente della Regione Sardegna:

https://docs.google.com/document/d/1G5Y5ZkKaVsiD86db7CAgyI2rfvh5a-4Z/edit?usp=sharing&ouid=107471401671873783529&rtpof=true&sd=true

l’assessora all’ambiente della giunta regionale, Rosanna Laconi, ha ricevuto una delegazione.

L’assessora Laconi e i funzionari del servizio ci avevano già ricevuto il 16 dicembre scorso, in un incontro analogo, e all’epoca ci avevano assicurato che , vista la presenza di diversi pareri contrari, avrebbero organizzato un ulteriore conferenza dei servizi (la quarta della serie) per cercare di risolvere le criticità rilevate. Noi invece sostenevamo la necessità di chiudere il procedimento con un parere negativo.
La Conferenza dei Servizi che avevano annunciato in realtà non c’è mai stata. La società RWM a Febbraio ha inviato alcune relazioni aggiuntive sulle gravi problematiche idrogeologiche riscontrate (con contenuti del tutto simili a quanto già sostenuto in precedenza e criticato da noi e dai funzionari del bacino idrografico); a quel punto il servizio VIA della Regione a quel punto ha chiesto per via scritta un parere agli enti coinvolti e, una volta che lo ha ricevuto, ha chiuso l’istruttoria.
Attualmente sono impegnati a scrivere la monografia istruttoria finale e il parere definitivo. Si annuncia un parere positivo con prescrizioni.

Di tutto questo lavorio nulla era trapelato, nulla era stato pubblicato nel portale SIRA della regione, e infatti non ne sapevamo nulla …

Abbiamo saputo anche che:
-  a febbraio il ministero della Difesa ha inviato al Servizio Valutazioni Ambientali della Regione un sollecito perché la procedura di VIA ex-post andava troppo per le lunghe e c’era fretta per produrre bombe.
- il mese scorso RWM ha ingiunto alla regione di concludere la procedura di VIA ex-post (che dura da oltre tre anni) , le ha dato tempo per concluderla entro il primo luglio. Il primo luglio 2025, allo scadere dell’ultimatum, ha presentato un ricorso al TAR contro la mancata conclusione e la durata eccessiva della procedura.

Insomma, dobbiamo prepararci a un prossimo parere positivo con prescrizioni, estorto con una pistola puntata alla testa …

Il parere finirebbe poi sul tavolo della presidenza regionale , cui spetta la responsabilità di esprimere il parere finale.
Evidentemente , a questo punto, i rischi e i danni ambientali sono evidenti, la responsabilità di approvare questa porcata è tutta politica, e noi ci prepariamo ancora una volta a metterci di traverso.
Sul bilancio RWM 2024

E’ stato depositato il bilancio di RWM-Rheinmetall 2024 , l’ho acquistato e l’ho depositato nel nostro spazio di memoria comune, eccolo qua:https://drive.google.com/file/d/1KwAeodoOPfjegFbUpcDXHhNKiNFB-Uzl/view?usp=sharing
Ho dato una prima rapida lettura e vi scrivo le mie impressioni.

Come c’era da temere c’è stata una impennata del fatturato che risulta raddoppiato (da 117 a quasi 230 milioni di euro - +97%) e dei profitti che risultano quasi triplicati (da 13.5 a 35.6 milioni di euro - +163%).

Trovate indicato il valore della produzione nel bilancio (pag. 43-44), il risultato è poi spiegato nella relazione di gestione - analisi generale (pag. 72-74), dove si spiega anche che gli ordigni prodotti sono sempre gli stessi: bombe per aereo (destinate all’Arabia Saudita), mine marine (destinate all’Australia), munizioni per artiglieria (calibri 122 e 155 mm destinati all’ucraina) e droni killer - loatering munitions (prodotte su licenza dell’israeliana UVision).

I dirigenti si rallegrano delle crescenti tensioni internazionali e del conflitto in Ucraina che hanno gonfiato i loro ordinativi…

Come già sapevamo (vedi tabella a pag. 75 - ricavi) il fatturato realizzato da RWM in Italia corrisponde a un miserabile 1.8% (4 milioni di euro del totale), mentre circa  3/4 del fatturato viene realizzato in paesi extra-UE (148 milioni di euro - 64.3% del totale).

Il portafoglio ordini continua a gonfiarsi con la stessa logica o (vedi tabella a pag. 75 - portafoglio ordini) e ha ormai raggiunto la stratosferica cifra di 644 milioni di euro , per l’80% sono forniture estere mentre solo il 15% riguardano l’Italia  - alla faccia dell’industria strategica per la difesa!!

Si vede anche che ormai l’azienda corre sulle sue gambe e non ha più bisogno del sostegno della casa madre, infatti la rivendita di prodotti e i progetti interni al gruppo sono ridotti a un miserabile 4% - da cui l’impennata dei profitti.

Come si legge  nella relazione di gestione - analisi generale (pag. 72) , data l’impennata della produzione, si è provveduto a “incrementare la produttività lavorando in continuo per sette giorni su sette e massimizzare i ricavi” e inoltre (pag. 77) nello “Stabilimento di Domusnovas è stato avviato da Maggio 2024 il terzo turno notturno in tutti i reparti autorizzati alla manipolazione dell’esplosivo”.

Inoltre l’unità di Musei è stata trasformata da magazzino a reparto operativo per “la linea di assemblaggio e test della sezione non esplosiva delle Loitering Munitions” prodotte su licenza dell’Israeliana UVision. Mi chiedo se sia lecito effettuare una tale radicale variazione di destinazione d’uso nel corso di una valutazione di VIA ex-post dello stabilimento, tuttora in atto e senza revisione del Piano di emergenza delle aree esterne…

A un tale incremento di produzione e profitti, come c’era da aspettarsi, non corrisponde alcun aumento dell’occupazione stabile. I dipendenti complessivi di RWM passano da 216 a 212 (tabella al 31/12, pag. 49), ma l’aumento ha riguardato esclusivamente lo stabilimento di Ghedi, dove i dipendenti sono passati da 110 a 114, mentre a Domusnovas sono rimasti i 102 del 2023 (tabella composizione dell’organico al 31/12 a pag. 90). Aumentano solo i lavoratori interinali che a Ghedi passano da 68 a 72, mentre a Domusnovas passano da 254 a  327.

In altre parole l’impennata dei fatturati e dei profitti legati all’industria militare non produce nemmeno un po’ di occupazione degna di questo nome, ma solo uno sfruttamento selvaggio della manodopera …

Alla voce tutela dell’ambiente (pag. 97) apprendiamo che, per merito del dott. Diego Cani, l’azienda gode tuttora, scandalosamente,  del regime semplificato dell’Autorizzazione Unica Ambientale , mentre alla voce Rischi e incertezze (pagine 84-85) apprendiamo che l’azienda teme soprattutto la scarsa disponibilità di materie prime e componenti, data l’impennata mondiale di richieste di ordigni ed armamenti, e il “ritardo nell’avvio dei Reparti R200 ed R210 presso lo stabilimento di Domusnovas (SU)”. Si tratta dei reparti costruiti abusivamente ed ora sottoposti al procedimento di VIA ex-post, ci auguriamo pertanto che tale ritardo possa essere eterno.

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