Andrea Pubusa

Com’è noto, l’art. 11 della Costituzione dice che l’Italia “ripudia” la guerra. Il termine “ripudia” è più forte di “condanna”, che pure era stato proposto in Assemblea costituente, perché nega alla guerra ogni valore giuridico e politico, affermando che non può essere uno strumento per risolvere dispute internazionali. Il termine “ripudia” ha anche una valenza morale, la guerra dev’essere bandita dalle possibili opzioni di risoluzione delle controversie internazionali.
Stando così le cose, possiamo, senza paura di smentita, affermare che anche il dibattito pubblico in Italia è in larga misura contrastate col dettato costituzionale sulla guerra, nella parte in cui la ritiene possibile o addirittura necessaria a dirimere i contrasti fra la Russia e l’Italia o la UE. Risulta così in contrasto con la Carta anche tutta la propaganza governativa e della maggioranza sul riarmo e l’adesione italiana alle proposte della von der Leyen sul riarmo europeo.
Diceva giustamente papa Francesco che le parole sono importanti perché esprimono un pensiero, e quando la terminologia è di tipo militare favorisce il bellicismo e le derive violente. L’Italia nell’attuale situazione internazionale dovrebbe solo assumere iniziative per mettere le parti attorno ad un tavolo, contrastando le proposte che rimettono questa soluzione a pratiche muscolari e di forza.
A ben vedere, cozza con quella volontà di ripudio della guerra anche il linguaggio disinvoltamente aperto alle ipotesi militari di larga parte dei media italiani, che invece dovrebbero, allineandosi alla Costituzionne, esprimersi solo in termini fermamente negativi su ogni proposta che contempli la guerra come un possibile sbocco delle attuale divergenze. E’ un crinale scivoloso che indica come la costituzione materiale nella mente dei nostri governanti abbia già soppiantato quella formale, l’art 11 appunto, e ci deve spingere a dare impulso alle manifestazioni di opposizione alla postura guerrafondaia del nostro governi e della UE. Solo la mobilitazione popolare, forte in questi giorni, può battere questa deriva che considera ineluttabile un terzo conflitto mondiale.



1 commento
1 Aladin
24 Settembre 2025 - 20:09
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