Formare i comitati per il NO

5 Dicembre 2025
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Nota di Alfiero Grandi

 

Si stanno formando i comitati per il No alla legge Nordio nel prossimo referendum costituzioanle. La legge Nordio è un tassello importante dell’attacco delle destre non solo all’indipendenza della magistratura ma alla Costituzione democratica ed antifascista dell’Italia.

E’ partita la costruzione di un ampio e unitario Comitato per il No nel prossimo referendum costituzionale sulla legge Nordio

Martedi si è riunita la Via Maestra per avviare la costituzione del Comitato per il No nel referendum sulla legge Nordio. Entra in campo un’area di 120 associazioni che cercheranno di coinvolgerne tante altre per dare vita ad uno schieramento sociale il più ampio possibile per sostenere le ragioni del No per fermare l’attacco all’indipendenza della magistratura che è il nucleo politicamente e istituzionalmente patogeno della legge Nordio, che cambia la Costituzione.

Sono già in campo i magistrati con il comitato promosso dall’Associazione nazionale magistrati e i partiti che hanno chiesto il referendum popolare stanno avviando la loro iniziativa referendaria. Lo hanno chiesto anche i partiti di governo, una autentica stranezza politica visto che loro hanno approvato la legge costituzionale Nordio forti di una maggioranza “drogata” dalla legge elettorale in vigore che ha trasformato il 44% dei voti delle destre nel 59 % dei parlamentari, con un regalo del 15%.

Era naturale che le destre attendessero il responso delle urne, invece hanno raccolto le firme convinti di vincere il referendum, mentre la vittoria del No annullerebbe la fatica del governo di scrivere questa legge di seguito imposta al parlamento, impedendo qualunque modifica, all’opposizione e perfino alla maggioranza.

C’è chi cerca ancora una terza via, ma come potrebbe esistere visto che il governo ha voluto questo testo senza sentire ragioni e imponendolo - forte dei numeri parlamentari - e ora vuole un plebiscito di conferma.

Questa legge non è solo un omaggio postumo a Berlusconi, con una certa parentela anche con le tesi di Licio Gelli. Forza Italia ha dedicato a Berlusconi le modifiche della Costituzione per intaccare l’indipendenza della magistratura. Il governo vuole una conferma plebiscitaria della legge Nordio perchè pensa subito dopo di portare avanti il premierato, cioè l’elezione diretta del capo (o della capa) assoluto che dovrebbe guidare il governo e ridimensionare il ruolo del Presidente della Repubblica (guarda caso proprio ora al centro di attacchi) riducendo il parlamento ad un mero ruolo di ratifica delle decisioni del governo (cioè del capo o della capa).

Questo governo non sopporta le critiche, sia quelle della società sintetizzate nell’importante sciopero generale della Cgil del 12 dicembre e nelle manifestazioni dei giovani per Gaza e contro il riarmo, sia quelle dei magistrati che sono il corpo previsto dalla Costituzione per garantire i diritti dei cittadini applicando le leggi e garantendo il rispetto dei diritti dei cittadini anche quando nuove leggi o comportamenti vanno contro la Costituzione o sono contrarie a normative europee e internazionali, come nel caso dei migranti.

Il governo è allergico alle osservazioni delle varie magistrature e le ha unite nella critica a una presunta invasione da parte loro del campo della politica, mentre è la Costituzione a prevedere che i magistrati grantiscano, in piena indipedenza, i diritti dei cittadini, sempre, anche quando qualcuno, governo o amministrazione, compie atti o approva norme che non li garantisce.

Nell’attacco all’indipendenza della magistratura si mescolano giudici e accusa, corte dei conti e cassazione. Tutti nel ruolo dei cattivi che mettono i bastoni tra le ruote alle decisioni del governo che si ritiene al di sopra dei vincoli costituzionali e dei principi fondamentali.

La Corte costituzionale ha bocciato buona parte della legge Calderoli sull’autonomia regionale differenziata ma il governo se ne frega ed insiste sui propri obiettivi, firmando in Veneto, come in Lombardia, Piemonte e Liguria, un’intesa che contiene contenuti sanzionati dalla Consulta, pur sapendo che il risultato finale sarebbe rompere l’unità nazionale dell’Italia in settori come la sanità, i contratti di lavoro, le pensioni, ecc.

Il governo ha in sostanza un comportamento eversivo verso la Costituzione repubblicana ed antifascista, perchè vuole intaccare l’indipendenza dei giudici, mettendo a rischio i diritti dei cittadini, attacca il Presidente della Repubblica per ridimensionarlo e riduce il parlamento a ratificare le decisioni del governo. Le norme sulla sicurezza approvate in più riprese hanno evidenziato l’obiettivo di reprimere le manifestazioni dei giovani e gli scioperi dei lavoratori che come all’ex Ilva difendono occupazione, industria siderurgica nazionale, la stessa economia nazionale.

Il referendum costituzionale sulla controriforma Nordio sarà la prima prova elettorale prima delle prossime elezioni politiche e dovrebbe dare il via libera all’attacco al ruolo dei giudici e dell’accusa, senza dimenticare che così si darebbe segnale verde agli altri provvedimenti, a partire da una legge elettorale precorritrice del premierato che Giorgia Meloni ha rimesso nel calendario parlamentare per realizzarlo, dal completamento dell’autonomia regionale differenziata e rendendo inefficaci le proteste sociali togliendo loro la protezione delle leggi e di una magistratura indipendente che le applica, silenziando la stampa.

Il tasso di trumpismo nel governo sta rapidamente aumentando.

La legge Nordio è presentata come separazione delle carriere, ma ai livelli attuali non si giustifica lo stravolgimento della Costituzione, in realtà questa legge è il cavallo ruffiano che punta ad impedire che i magistrati si autorappresentino e si autogovernino, come avviene oggi, eleggendo il Csm. Si vuole spaccare il Csm in tre (due Csm e la distinta commissione disciplinare) e estrarne a sorte i componenti della magistratura, per di più con la creazione di un diverso organo disciplinare per i magistrati che sarebbe unico per tutti.

La legge Nordio va bloccata, impedendo un ritorno al passato, tanto più che Nordio trova normale la coincidenza con le idee di Gelli.

 

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