Andrea Pubusa

Diciamo la verità, da una presidente 5 stelle ci si aspettano molte novità, sulla partecipazione, sul rilancio democratico, a partire dalla riforma di questa immonda legge elettorale che lascia senza rappresentanza migliaia di sardi. E invece niente, anche il rapporto con chi ha raccolto migliaia di firme contro pale eoliche e fotovoltaico è stato nullo. Come la proposta popolare di legge elettorale presentata da Lucia Chessa. Insomma calma piatta.
Ora la Todde si trova davanti ad un bivio. Dire SI a RWM sulla VÌA postuma per il raddoppio del suo impianto produttore di morte o dire NO mettendosi alla testa del movimento pacifista in Sardegna. Contro l’istanza di RWM ci sono fatti decisivi. L’area investita dalla nuova costruzione di sterminio è attraversata da corsi d’acqua e, dunque, investita da un vincolo idrogeologico che ne inibisce l’utilizzo edilizio. Un motivo formidabile che unisce ragioni ambientali e pacifiste per denegare l’autorizzazione e imporre la demolizione di quanto già realizzato. Certo RWM impugnerebbe, ma ciò sarebbe l’occasione di una vasta mobilitazione in linea con gli artt. 9 (ambiente) e 11 (ripudio della guerra) Cost. In sintonia col sentimento prevalente in Sardegna. Fare il contrario significa spezzare il filo che unisce la Todde all’opinione pubblica democratica dell’isola. Un bivio che la presidente non dovrebbe avere difficoltà a superare nella direzione giusta. Siamo ad un passaggio decisivo e dirimente nella legislatura.



1 commento
1 Aladin
8 Dicembre 2025 - 19:45
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