Andrea Pubusa
A fine anno si fa immancabilmente un consuntivo, e anch’io lo faccio, veloce e all’ingrosso.
Cosa mi rimane di questo 2025? Una terribile immagine di distruzione e di morte, la angosciante constatazione che al mondo prevale l’istinto bellicoso dei potenti sull’auspicio di pace dei popoli. Basta vedere le immagini di Gaza per capire che siamo ad un tornante della storia in cui è ricomparsa la follia, quella più disumana, quella che credevamo di non dover più vedere. Non si manifesta più in camere a gas e campi di sterminio, ma li evoca. Ciò che sconcerta poi è che paesi con costituzioni antibelliciste, come l’Italia, non insorgano, non si mettano di traverso con fermeźza. Anche l’Europa tace, anzi traffica con governi che spargono morte e rovine. Si contrasta chi protesta e dice basta. Si reprime chi aiuta gli oppressi, i palestinesi, e chi ne difende le ragioni. Si riaffaccia contro chi manifesta la propria indignazione la censura e il bavaglio. Si pretende il silenzio, come se genocidio e disumanità non fossero sotto gli occhi di tutti.
E della guerra in Europa che dire? Che è un dramma a cui gli stessi governanti europei non vogliono porre fine. Una guerra finisce quando se ne rimuovono le cause profonde, se finiscono anzitutto le fobie, lo spirito ostile. Perche’ non dobbiamo guardare con amicizia al popolo russo che con un sacrificio eroico ci ha libersto dal nazifascismo? Questo popolo non ci ha mai offeso, perche’ dunque si cerca di mostrarci i russi come nemici? Addirittura anche il governo tedesco, pensando alla storia recente, non ha il buon senso di tacere! Ecco, se non prevale uno spirito di pace, la guerra continua. E’ questo l’ostacolo alla fine delle ostilità fra UE e Russia. Non si accetta un assetto che elimini qualsiasi pericolo alla sicurezza del popolo russo. Non si vuol capire che circondare un paese non è un atteggiamento amichevole e che la causa di tutte le tragedie stanno proprio lì, nell’abbaiare ai confini russi, come diceva anche Francesco. Speriamo che anche qui la ragione illumini i governanti affinche’ cessino i bombardamenti, torni la collaborazione fra popoli vicini, uniti dalla storia. Ci vogliono però altri governanti. Ci vuole mobilitazione di massa.
Il 2026 sarà un anno di pace? Speriamo, però non possiamo essere ottimisti. Ma dobbiamo batterci perche’ la ragione prevalga.Auguri!



2 commenti
1 Aladin
31 Dicembre 2025 - 18:08
Anche su #aladinpensiero online: https://www.aladinpensiero.it/?p=172227
2 Franco Meloni
31 Dicembre 2025 - 18:31
Auguri a tutti noi sperando in un Anno con un po’ di pace. Anche salute ovviamente, Quanto dipende da noi, sebbene poco, lo faremo. Cercheremo con determinazione di non sfuggire ai nostri doveri di intellettuali. Cercheremo tutte le possibili convergenze per raggiungere gli obbiettivi più importanti, che richiamano i nostri valori di democrazia, solidarietà, giustizia…, non negoziabili; per questo scopo tralasciando ragioni minori di contrasti. La nostra Costituzione ci unifica e ci impegna quanto un Vangelo laico. Con il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà, come ci spronava a fare Antonio Gramsci. Spes contra Spem, la Speranza sempre access, come sosteneva San Paolo di Tarso. Auguri, Auguri, che Dio ci aiuti, di un Dio abbiamo comunque bisogno, ci crediamo o no, Franco
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