No al massacro in Iran. Difficile il dopo ayatollah

13 Gennaio 2026
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Andrea Pubusa

Una sola cosa è certa, in Iran è in atto un  grande massacro, che bisogna condannare con fermezza e bloccare. Non c’è nessuna scusante. Un attacco così sanguinoso ai manifestanti  non ammette esitazioni. E non vale neanche la nebulosità della prospettiva.

Cosa si propone per un nuovo corso a Teheran? Intervento USA? Oddio! La vittoria di Trump e Israele rafforza il genocidio dei palestinesi. E poi l’Iran è grande e popoloso, uno scontro militare provocherebbe un massacro molto più terrificante di quello in corso. L’Irak insegna. Se torna Pahlavi non si ha alcuna vittoria per la democrazia e la libertà in Iran e neppure a Gaza e dintorni. Qualcuno pensa ad un intervento dell’ONU e sarebbe l’ideale, ma purtroppo questa organizzazione è depotenziata. Manca, ahinoi!, l’Europa. Questa potrebbe essere un soggetto capace di sostenere un’alternativa democratica, ma dovrebbe avere una linea e un’autonomia che non ha. Un buio totale, ma noi dobbiamo combattere contro i macellai di Teheran e contribuire a creare un vasto movimento internazionale a sostegno della lotta democratica degli iraniani. Fra l’altro, come molti osservartori sostengono, il regime non è mai stato debole come oggi. C’è un grave crisi economica, che colpisce diffusamente i ceti popolari e c’e un forte isolamento internazionale. Dobbiamo sostenere i democratici iraniani. Con fermezza.

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