Un NO in difesa della indipendenza interna ed esterna della magistratura

25 Gennaio 2026
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Andrea Pubusa

C’è un punto di partenza che non si deve mai scordare. Prima della Costituzione tutti i poteri sui magistrati dall’assunzione, all’assegnazìone alle sedi, ai procedimenti disciplinari, erano attribuiti al ministro della giustizia, ossia all’esecutìvo. La Costituzione ha cancellato questa dipendenza ed ha assegnato queste funzìoni al Consiglio superìore della magistratura. Non esiste subordinazione verso il governo, ma non c’è gerarchia neanche all’interno della magistratura. Ogni magistrato è indipendente dagli altri e gli organi giurisdizionali (tribunale, corte d’appello, cassazione) sono indipendenti fra di loro. I giudici sono soggetti solo alla legge che applicano secondo scienza e coscienza.

Ora Nordio raddoppia il CSM e forma una Corte diisciplinare. In essa possono accedere solo giudici di Cassazione, creando una gerarchia interna alla magistratura, che è un fatto negativo.

Quindi si indebolisce l’organo attuale unico di indipendenza della magistratura. In secondo luogo c’è una novità sulla formazione, viene introdotto il sorteggio. Questo però è secco per i membri provenienti dalla magistratura, mentre i componenti nominati dal parlamento sono sorteggiati nell’ambito di un elenco formato dal parlamento. La posizione dei membri di nomina politica è più compatta od organica, e quindi è più forte rispetto all’altra parte. Sarà dunque prevalente la politica, quella di maggioranza che sostiene il governo. Il CSM poi adotta molti provvedimenti disciplinari in misura non inferiore a quella, ad esempio, degli ordini professionali. Non è necessaria un’alta corte disciplinare. Non è neanche vero che i giudici ora accolgono sempre le richieste dei P.M. perchè non c’è distinzione di carriere. Basta leggere i giornali e vediamo che molto spesso le sentenze disattendono le istanze dei P.M. Questi ultimi chiedono la condanna e i giudici assolvono o irrogano pene diverse.

La divisione delle carriere non incide poi sulla giustizia perche’ non interviene sui processi e sulle procedure, che rimangono immutati, nel bene, nelle lungaggini e nelle prescrizioni dei reati.

Come sapere molte buone ragioni per votare NO.

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