La shoah e i pericoli di sterminio

29 Gennaio 2026
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Andrea Pubusa

Nel giorno della memoria, come tanti, ho visto in tv le immagini terribili della Shoah. Molte cose le avevo già viste, altre sono state una orrenda  novità. Ad esempio, l’ultima marcia a cui sono stati sottoposti molti deportati. Con i sovietici ormai alle costole da una parte e gli alleati occidentali dall’altra, il destino del Ŕeich era ormai definitivamente segnato, eppure la persecuzione continuava senza ormai una meta se non lo sterminio senza alcun altro scopo. Di fronte a tanta barbarie ho pensato che la irripetibilità della Shoah o di qualcosa di simile non è certa. Contrariamente a quanto avevo sempre creduto, questi orrori possono ripresentarsi. In fondo, anzi, già li vediamo a Gaza, certo in misura ridotta come quantità, ma non meno  crudele come qualità. Che differenza c’è, a ben vedere, fra lo sterminio dei bambini nell’uno e nell’altro caso? E il massacro in Iran? E la pulizia etnica nella ex Jugoslavia? E i massacri in Vietnam? E quelli in Iraq?

Possiamo continuare all’infinito. La pace che abbiamo sognato, che la nostra Costituzione pone a capo delle relazioni internazionali è stata ed è, a ben vedere, continuamente violata. E molti governanti, innanzitutto o anche quelli del civile occidente, chiudono gli occhi, tacciono e anzi spesso ne sono responsabili. Le armi in definitiva chi le fornisce?

L’unico che grida contro questo scempio è il papa, ieri Francesco, oggi Leone. Anche le organizzazioni internazionali per la pace vengono abbandonate, perdono autorevolezza ed efficacia. Il diritto internazionale è indebolito, assente. La prepotenza avanza a grandi passi. Anche il linguaggio cambia, diventa aggressivo, violento. Stiamo scivolando verso il baratro. Ma noi dobbiamo reagire, non abbiamo granche’ da inventare. La nostra Costituzione ci guida, ci detta il programma.

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