Falsità e stupidaggini come pretesto per attaccare la Costituzione

3 Febbraio 2026
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Andrea Pubusa

Bella questa! Un gruppo di violenti irrompe alla fine di una  affollatissima e pacifica manifestazione a Torino, si scontra con la polizia e  pesta un poliziotto ed ecco che il governo attacca l’opposizione e mette subito in campo un decreto al di fuori della Costituzione.

Andiamo con ordine. Anzitutto, chi fra le persone di normale raziocinio può non condannare un assalto mosso da un gruppuscolo di scalmanati al termine di un grande corteo popolare? Ragionevolmente, nessuno. Dire allora che noi dell’opposizione simpatizziamo con questi facinorosi più che una falsità è una stupidaggine. Chi partecipa o guarda con simpatia ad una grande e pacifica mobilitazione popolare non può applaudire chi proditoriamente ne imbratta il senso e l’immagine con atti violenti. Di più, non può condividere i rimedi che i “soloni” del governo propongono. Dimostrano di aver giurato sulla Costituzione senza averla mai letta. Come si fa a evocare un fermo di polizia preventivo e temporaneo al di fuori dei casi indicati nell’art. 13, che tutela la libertà personale? I casi di limitazione della libertà personale devono essere previsti tassativamente dalla legge e deve trattarsi di comportamenti non di meri sospetti o supposizioni. La proposta di fermo preventivo avanzata da Salvini & C. è palesemente contrastante con la Carta. Ricorda certi arresti del periodo fascista.

Non occorre neanche ripetere che sono vietate le manifestazioni non tranquille. L’art. 17 tutela ovviamente le riunioni pacifiche e senza armi, volendo favorire il confronto democratici  non lo scontro fra i cittadini.

La nostra Carta è così chiara e lineare da non consentire fraintendimenti o applicazioni liberticide. Il governo e i ministri traggono invece motivo, anche dai fatti unanimemente condannati, per mostrare il proprio fastidio per l’esercizio delle forme di partecipazone popolare. Bisogna contrastarli con fermezza.

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