Andrea Pubusa
Confesso, più ascolto le notizie dal mondo più vedo le immagini in TV e più mi intristisco. A Gaza Israele avrebbe dovuto deporre le armi, ma dalla sanzìone della tregua ad oggi ne hanno fatto fuori 500. Certo pochi rispetto alle migliaia di prima, ma sempre molti, troppi. Quanti lutti, quante tragedie familiari. Quanto dolore a vivere per strada in mezzo all’acqua sporca. Quanta disperazione per la penuria dj cibo e quanti morti.
Certo anche nelle guerre antiche le sofferenze erano tante, ma le battaglie si combattevano in campo aperto. Semmai erano i saccheggi e le violenze contro le popolazioni vinte a fare il resto. Ma talvolta in cambio della resa c’era anche la clemenza. Oggi si assassinano in attentati i dirigenti di controparte e addirittura gli ambasciatori impegnati nelle trattative, mentre quesfe si svolgono. Viene l’angoscia a leggere e sentire tutte queste nefandezze. Anche la fame è un’arma perfino quella dei bambini o il freddo delle popolazioni, provocati da bombardamenti mirati sugli impianti di riscaldamento.
Poi contano le parole. Sempre più violente e non solo fra gli amici al bar, ma da parte di capi di stato, di ministri, di importanti militari. “Animali”,”bestie” vengono qualificati i popoli avversari.
Bisogna cambiare parole e fatti. Bisogna cambiare dentro o sarà catastrofe.



1 commento
1 Aladin
14 Febbraio 2026 - 18:28
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