Andrea Pubusa

Le trascorse battaglie referendarie (2006 contro B. e 2016 contro Renzi,) hanno fatto emergere un sentimento profondo del popolo italiano. Non solo i giuristi, ma anche la gente comune ritengono che, in fondo, la nostra Carta offre un riferimento ed una garanzia sicura per i cittadini e, in generale, per le persone, al di là della cittadinana e della provenienza. E’ una Costituzione mite, come ha sostenuto Zagrebesky in un suo bel libro di tanti anni fa. Delinea un ordinamento democratico, fonda sul lavoro la dignità delle persone, garantisice i diritti inviolabili a tutti, promuove le libertà fondamentali (personale, associazione, riunione, domicilio, stampa ecc.) e pone l’eguaglianza come obiettivo concreto della Repubblica.
In questo quadro non poteva mancare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, di tutti i magistrati, giudicanti e requirenti. I magistrati, senza distizione di ruolo e di funzioni, devono agire alla ricerca della verità, senza alcun indirizzo o influenza degli altri poteri dello stato, in particolare dell’esecutivo. Per spezzare la dipendenza la legge fondamentale ha creato un organo, il CSM, presieduto dal massimo garante della Costituzione, il presidente della Repubblica, e ne ha disciplinato la formazione in modo da garantire uno scudo all’ordine giudiziario contro i sempre risorgenti istinti al comando specie dei ministri e del presidente del Consiglio. E proprio in questi giorni ci rendiamo conto di quanto sia importante questa garanzia. Cosa sarebbe successo, senza il CSM o con un CSM debilitato, a fronte degli attacchi scomposti e scorretti della Meloni, di Nordio, Salvini, Piantedosi & C.? Cosa sarebbe accaduto in processi delicati, in cui è coinvolta la libertà e la dignità delle persone? La magistratura ha tenuto il pié fermo ed ha affrontato con scienza e coscienza casi complessi e delicati. Certo, l’errore è sempre dietro l’angolo, com’è naturale. Ma complessivamente si può con onestà sostenere che la magistratura ha svolto in generale il suo compito in modo accettabile e rispettoso della Costituzione e delle leggi.
La schiforma Nordio cosa vuol colpire? Guardacaso, proprio il CSM, che viene spezzato in due, col fine evidente di menomarne la forza. E poi ne modifica i criteri di formazione, con l’inaccettabile sistema del sorteggio, che ne indebolisce il peso e l’autorevolezza. Crea poi un’Alta corte disciplinare con l’intento di porre i magistrati sotto schiaffo rispetto al ministro della giustizia di turno. E’ evidente che un magistrato, soggetto all’azione disciplinare del ministro, il quale poi ha una sua maggioranza all’interno dell’organo, si trova in una posizione di subalternità che ne impedisce la libertà d’azione. Sul punto dovrebbe riflettere anche l’avvocatura. La difesa ha un senso se gli organi di giustizia sono indipendenti. Se pendono da una parte, il giudizio è falsato in partenza e l’azione dell’avvocato (e dunque della parte che rappresenta) è umiliata in partenza.
Quindi la buona prova della nostra Carta in 80 anni di vigenza e le evidenti incertezze cui ci espongono le pasticciate norme di Nordio & C. conducono ad un solo risultato: meglio tenerci stretta la Costituzione vigente, nata dalla Resistenza, e convintamemte votare NO.



1 commento
1 aladin
28 Febbraio 2026 - 00:14
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