Nel 2023 a fronte di 7.300 miliardi di dollari investiti globalmente in attività dannose, solo 220 miliardi sono stati destinati a soluzioni che preservano l’ambiente. E il 90% di questi provenivano da fonti pubbliche. “Se si ‘seguono i soldi’ possiamo vedere la dimensione delle sfide che ci attendono. O investiamo nella distruzione della natura oppure potenziamo il suo recupero: non ci sono vie di mezzo”, spiega Inger Andersen, direttrice esecutiva del Programma ambientale delle Nazioni Unite (Unep)
L’allarme non è stato lanciato da un’agguerrita Organizzazione non governativa ma dal Programma ambientale delle Nazioni Unite (Unep) nel suo ultimo rapporto sullo stato della Finanza per la natura. E è stato soprattutto il settore privato a non supportare l’ambiente.
Nel 2023 a fronte di 7.300 miliardi di dollari investiti globalmente in attività dannose, solo 220 miliardi sono stati destinati a soluzioni che preservano l’ambiente. E il 90% di questi provenivano da fonti pubbliche.
“Se si ’seguono i soldi’ possiamo vedere la dimensione delle sfide che ci attendono. O investiamo nella distruzione della natura oppure potenziamo il suo recupero: non ci sono vie di mezzo -ha dichiarato Inger Andersen, direttrice esecutiva dell’Unep-. Mentre i finanziamenti per le soluzioni basate sulla natura avanzano lentamente quelli dannosi stanno impennando”.



1 commento
1 aladin
17 Marzo 2026 - 21:23
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