Contro il raddoppio della RWM ricorso al Tar

9 Maggio 2026
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Andrea Pubusa

Si è tenuta un’assemblea nella bella struttura dell’ex hangar Is Mirrionis per illustrare l’impugnazione che un gruppo di associazioni ambientaliste hanno presentato Tar. Erano presenti i rappresentanti delle associazioni che hanno promosso il ricorso e i legali che lo hanno predisposto e notificato. La Camera di consiglio per discutere la sospensione della VIA ex post concessa ala fabbrica di armi si terrà il prossimo 27 maggio.

La vicenda è complessa. RWM, visti i buoni affari nel commercio di strumenti bellici, ha chiesto alla regione sarda l’autorizzazione al raddoppio dell’impianto di Domusnovas, e, manco a dirlo, ha ottenuto l’autorizzazione senza chiedere e ottenere la valutazione di impatto ambientale richiesto per gli immobili destinati ad effettuare processi chimici. Le associazioni ambientaliste hanno sempre ritenuto che la produzione di bombe comporti l’attivazione di questi processi ed hanno contestato la legittimità dell’autorizzazione. La regione sarda è rimasta sorda e non ha accolto queste obiezioni. È scoppiato un contenzioso che la RWM ha vinto al Tar, ma ha perso in appello. Le associazioni hanno insistito sulla loro tesi e il Consiglio di Stato ha annullato l’autorizzazione regionale, ritenendo necessaria la VIA, perche’ la produzione di armi implica processi chimici. Si è aperto così un nuovo capitolo della vicenda. La RWM  ha dovuto chiedere la VIA e ha dovuto bloccare l’attività nella nuova struttura. Alla conclusione del nuovo procedimento la regione non ha però assunto alcuna decisione. La presidente Todde ha giustificato la propria condotta, affermando l’incompletezza dell’istruttoria ed RWM ha chiesto al Tar la nomina di un commissario ad acta per l’emanazione del provvedimento. La presidente Todde non ha deciso nei termini di legge ed il commissarìo ad acta ha rilasciato la VIA, senza tener conto dei vincoli idrogeologici dell’area. Questo impedimento era stato segnalato alla regione dalle associazioni ambientaliste nelle memorie presentate a supporto della richiesta di diniego. La partita, dunque, si riapre in sede giudiziaria e richiede una grande mobilitazione di massa contro la militarizzazione del Sulcis in palese contrasto con l’art. 11 Cost. e con l’art. 8 Cost. che tutela l’ambiente.

Di tutto questo si è discusso nell’incontro di sabato mattina, dove si è giustamentde messo in luce che l’art. 41 Cost. dichiara che l’iniziativa economica è libera ma non può svolgersi contro l’utilità sociiale. E certamente produrre armi di distruzione di massa tutto è fuorche’ socialmente utile.

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