Andrea Pubusa

La Repubblica e la Costituzione rappresentano assieme all’Unità d’Italia e più di questa l’evento preminente della nostra storia. Gli italiani si liberano non solo del fascismo, ma anche di una monarchia retriva e responsabile delle tragedie del Paese. La Costituziione prosegue e completa l’opera di rinnovamento istituzionale. L’Italia diviene una Repubblica dotata dells Costituzione più bella del mondo. Questo è il lascito della Resistenza, ma è anche il punto più alto del processo di rinnovamento, segue poi una fase di congelamento della Costituzione, il noto ostruzionismo costituzionale di cui ci ha parlato Calamandrei. Sotto la guida di De Gasperi si avvia una ricostruzione a direzione statunitense, con una repressione delle forze di rinnovamento anche sociale ed un continuismo burocratico e negli apparati militari. Badando all’onda lunga della nostra storia si spiega così il riemergere di forze nostalgiche del ventennio nero alla guida del Paese.
Il problema di questo 80° della Repubblica è dunque quello di non fermarsi al piano della retorica, ma di vedere come un processo profondo di cambiamento anche sociale può essere riavviato. Si tratta di far sì che la Costituzione materiale sia coerente con quella formale. Lavoro e uguaglianza non sono quelli sanciti nella Carta. Questa società mantiene e incrementa ingiustizie e disuguaglianze intollerabili. Bisogna tornare alla Costituzione, subito e senza timidezze. Questo deve essere l’impegno per l’80°.



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