Andrea Pubusa

Quando gli USA decisero di dominare il mondo si dotarono degli strumenti militari per farlo. Inventarono così la NATO, che presentarono come organismo di difesa, ma in realtà fu utilizzata, al contrario, per attaccare. La cosa apparve evidente ai leader democratici e di sinistra di allora. Nenni, Togliatti, Lussu ed altri diedero battaglia in parlamento e nel paese denunciando i pericoli di guerra connessi a questa struttura. E subito vedemmo disseminare l’Europa e il mondo di basi e servitù militari a comando USA. La Sardegna, in ottica colonisle, ne fu investita in pieno e diffusamente. Per questo la sinistra è sempre stata ostile alle servitù militari e noi abbiamo preso il testimone della battaglia mantenendo ferma questa posizione nel corso dei decenni. Ricordo che la mia prima manifestazione studentesca al liceo di Carbonia fu proprio contro le installazioni missilistiche USA in Europa all’inizio degli anni ‘60. E da allora non abbiamo mai smesso o attenuato questo combattimento.
Ecco perche’ la sinistra sarda ha sempre posto al primo posto l’esigenza di “buttare a mare” le basi americane. E anche recentemente ci siamo resi conto di quanto esse siano pericolose. Anche la Meloni e Crosetto hanno dovuto impedire l’uso delle nostre basi a supporto dell’attacco di Trump all’Iran, paese con cui l’Italia è in pace.
Ora questa posizione vale anche per la fabbrica di armi e strumenti bellici RWM di Domusnovas che vuole estendersi in agro di Iglesias. La Regione e il Comune sulcitano hanno fatto ponti d’oro, autorizzando il raddoppio dell’impianto per produrre armi utilizzate anche per lo sterminio dei palestinesi. Le migliaia di bambini, donne e civili massacrati a Gaza sono stati e vengono colpiti anche da ordigni prodotti da sardi in terra ssrda. E questo ci fa inorridire e ci crea grande sofferenza. Si dice che la produzione bellica incrementa l’occupazione; c’era anche chi produceva il gas per le camere di Aushwitz, ma nessuno oggi riuscirebbe ad apprezzare o giustificare quella occupazione. Il lavoro di cui ci parla la nostra Costituzione non è certo quello. Non e per la morte e le devastazioni, è per la crescita e lo sviluppo civile.
Ecco la nostra narrazione per chiedere alla Todde un NO al raddoppio della RWM. Tutto è fuorche’ una narrazione tossica, come improvvidamente e senza rispetto afferma la presidente Todde. Questa è la narrazione della nostra Costituzione, è l’esplicitazione della nostra cultura pacifista. È perfino risibile che tutto questo non si possa tradurre in un diniego dell’autorizzazione alla RWM perche’ così non hanno detto i funzionari regionali. Quasi che questa fosse un’arida questione di burocrati. Ma anche su questo terreno le associazioni ambientaliste e pacifiste hanno prodotto ex lege ampia documentazione sui vincoli idrogeoligici e ambientali che inibiscono il raddoppio RWM. La Todde non ha svolto seriamente e pienamente la sua funzione amministrativa e tantomeno quella politica. Ha tradito il suo mandato elettorale e l’impostazione del movimento cui appartiene, che si batte per la pace e il disarmo. E per questo l’abbiamo votata. Ora ce la troviamo alleata alla RWM davanti al Giudice amministrativo. È nostra avversaria perche’ noi difendiamo l’ambiente e la pace e lei va in direzione opposta.



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