Tajani e Ben-Gvmir, che pena!

10 Giugno 2026
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Andrea Pubusa

Lo sanno tutti Beng-Gvir, il ministro israeliano che ha dato al mondo quell’impresentabile spettacolo della umiliazione degli attivisti della Flotilla, arrestati in acque internazionali, si è lamentato del fatto che la Procura di Roma lo ha indagato. Un’azione improponibile, che trasforma l’Italia in paese della ciabatta, anziche’ dello stivale quale è. Una dichiarazione grave anche in considerazione del fatto che l’Italia è un paese alleato di Israele e gli fornisce pure armi e strumenti militari. Si vede che per il governo di Tel Aviv l’Italia conta meno di niente e che la sua risposta vale meno di zero.  E noi? Il nostro governo? Risponde Tajani. Una dichiarazione inaccettabile dice  con fermezza. Ma Israele fa spallucce. Ben altri sono i governanti a cui ha voltato le spalle. È ben noto come Tel Aviv rispetta le regole, i trattati e gli organismi internazionali. Meno di zero. Al governo italiano non è neanche venuto in mente di dire che blocca la fornitura di armi. Del resto, se non lo ha fatto per il genocidio di Gaza, perche’ farlo per quei perdigiorno della Flottilla? In fondo i nostri governanti la pensano come Beng-Gvir.

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