Andrea Pubusa
Viviamo un tempo strano. Creiamo realtà inesistenti e le crediamo vere. Forse è sempre stato così, ma oggi la forza e la pervasività della comunicazione e delle immagini trasformano in fatti cui credere realtà immaginarie, inesistenti. Prendete questa paradossale e ridicola vicenda che coinvolge Donald e Giorgia. Si è accreditata l’idea che la presidente del consiglio italiana sia una leader, anzi una grande statista. La mediatrice, il trait d’union fra USA ed Europa, il garante di una interlocuzione con Trump, oggi malridotta sfilacciata.
Ma una reazione così scomposta di Trump può essere frutto di un occasionale, anche se rilevante, dissenso? O è rivelatrice di un una scarsa considerazione di fondo, più profonda? La realtà sembra questa; Giorgia Meloni si è appoggiata, sdraiata sulla sua subalternità ferma e ostentata al tycoon. E quando si é servi dichiarati, qualsiasi divergenza è tradimento, lesa maestà, e non si perdona, fa scatenare i pensieri reconditi e mai manifestati. Ora, la Meloni dovrà riciclarsi. Dovrà assumere o far credere di avere un nuovo ruolo. Vedremo. Certo, lei è abile a cambiare postura. Ma scopre il suo vero volto. È una furbetta, che vale poco.



1 commento
1 Aladinpensiero
22 Giugno 2026 - 07:38
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