Andrea Pubusa
La uccisione di due malviventi da parte del gioielliere Roggero mi ha fatto venire in mente la vendetta barbaricina. Sì perche’ le pistollettate sulla schiena ai malviventi in fuga per strada mi ha ricordato quell’istituto dell’ordinamento giuridico della Barbagia, brillantenente illustrato da Antonio Pogliaru, filosofo del diritto di Orune.
A dire il vero Roggero ha fatto peggio perche la vendetta sarda era una risposta legittima anzi doverosa ad un’azione lesiva di pari grado, qui invece è proprio la proporzionalità che manca. Poi non si intravede la pacificazione barbaricina fra le parti in lotta che la comunità ad un certo punto impone. Si chiude la faida e si riporta così èquilibrio nella comunità. Oggi invece l’equilibrio è imposto con la condanna dell’uccisore a seguito di giusto processo. Roggero, dopo la sentenza della Cassazione, deve dunque espiare la pena.
C’e poi un altro modo per chiudere la vicenda ristabilendo l’equilibrio nella societa: la grazia. Questa però presupone che il condannato abbia consapevolezza della ingiustizia e dannosità della propria condotta e dia segni di ravvedimento. Roggero e i suoi supporters, a partire da Nordio, Salvini, Vannacci & C., al contrario, pensano e dicono che l’uccisione è stata giusta e doverosa anche se non c’è alcuna proporzionalità con l’offesa Qui anzi non c’era alcuna offesa in atto, i malviventi fuggivano, sono stati inseguiti e colpiti alle spalle. Neanche in Barbagia questo sarebbe stato giustificato. Roggero avrebbe potuto legittimamente rubare bestiame, uccidendo i fuggitivi non sarebbe stato considerato un balente, si sarebbe anzi esposto alla giusta vendetta dei parenti degli uccisi. Ora, per sua fortuna, c’è lo stato ad applicare una giusta sanzione in modo civile, col processo.



0 commenti
Non ci sono ancora commenti. Lascia il tuo commento riempendo il form sottostante.
Lascia un commento