Come nella legge dello Specchio…..da Somoza ad Ortega

3 Agosto 2026
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Rosamaria Maggio

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Qualche giorno fa si è diffusa nei quotidiani la notizia secondo la quale, il presidente del Nicaragua Daniel Ortega, in occasione del 47esimo anniversario della rivoluzione sandinista del 1979, ha annunciato che non ci saranno più elezioni che permettano ai suoi avversari di tentare di conquistare il governo.

La notizia non poteva lasciare indifferenti per una serie di ragioni.

La prima riguarda il fatto che nel 1979 il popolo nicaraguense, con una rivolta popolare aveva posto fine alla dittatura della Famiglia Somoza dopo più di 10anni di lotta, portando al potere il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN) che istituì una giunta di ricostruzione nazionale della quale faceva parte anche Daniel Ortega. Dopo qualche anno si tennero le elezioni e Daniel Ortega divenne Presidente della Repubblica del Nicaragua nel 1985, con il 67% dei consensi. Naturalmente non fu facile per Ortega in quanto i Sandinisti dovevano guardarsi dai Contras finanziati dagli USA. L’embargo conseguente, la guerra civile, misero fine al governo Ortega nel 1990. Nel ‘90 vinse le elezioni Violeta Chamorro che, approfittando del malcontento popolare, privatizzò le imprese pubbliche e vari servizi. Nel frattempo si susseguirono vari governi di destra, Aleman e Bolanos, che riportarono il Nicaragua a livelli di analfabetismo e povertà incredibili. Cosicché alle successive elezioni del 2007 vinse nuovamente il Fronte sandinista di liberazione nazionale che inaugurò un decennio (fino al 2018) di grande prosperità.

Negli ultimi anni però la situazione è precipitata nuovamente. A seguito delle proteste popolari contro una riforma Presidenziale, il Presidente Ortega ha pian piano iniziato una svolta autoritaria, vietando e sciogliendo diverse organizzazioni non governative, associazioni, Università, testate giornalistiche indipendenti. Fino a giungere alle dichiarazioni di qualche giorno fa di sospendere le elezioni e di mantenere il potere assieme alla moglie.

La seconda ragione che mi spinge a parlare di questo è di carattere personale.

Tra il 2004/2005 sono stata a San Juan del Sur (sud del Nicaragua), quasi al confine col Costa Rica, a collaborare con una associazione non governativa americana che si occupava di istruzione. Venni coinvolta per tenere un corso di micro-economia a donne del villaggio che intendevano iniziare attività di imprenditoria femminile.

La condizione della donna era molto difficile, ma molte cittadine e cittadini erano coinvolti a favorire l’inserimento lavorativo delle donne, mamme e non e di consentire la scolarizzazione si dai primi anni dei bambini, anche nei villaggi.

L’associazione costruiva scuole nelle campagne, in modo che i bambini non dovessero spostarsi nel periodo delle grandi piogge. IL Governo forniva insegnanti, le merende e i pranzi.

In più, l’associazione di volontari americani, oltre a raccogliere fondi per realizzare le scuole e comprare i bus, si occupava di far arrivare medici specialisti che periodicamente facevano campagne di prevenzione. Medici pediatri, oculisti, ginecologi, pneumologi tentavano di sopperire alle mancanze istituzionali, dovute all’estrema carenza finanziaria del paese.

Fu una esperienza importante per me che ho poi seguito a distanza varie iniziative per anni, anche con l’aiuto di colleghi insegnanti e di studenti.

Leggere che questo tentativo collettivo di cambiare una piccola realtà sta finendo, non può lasciare indifferenti.

Ancora più grave se si pensa che Ortega, assieme al Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale, aveva combattuto contro il dittatore Somoza.

Oggi come per la legge dello Specchio, è diventato anche lui un dittatore.

 

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