Andrea Pubusa
La scomparsa di Roberto Loddo è molto dolorosa. Un compagno profondamente immerso nell’impegno sociale e nella direzione de Il Manifesto sardo.
Ora su Roberto, giustamente, molto si è detto in questi giorni. La sua azione era ben nota e svolta fra la gente e dunque non è stato difficile avere tante testimonianze e manifestazioni di stima. C’è però una questione che preme. Come continuerà il Manifesto sardo? Mi preoccupa non solo per il valore della rivista, ma perche’ sono legato a quella storia.
Molti non sanno, ma ci fu un Manifesto sardo cartaceo, nella prima metà degli anni ‘70. Era diretto da Salvatore Chessa uno dei seguaci di Pintor a Cagliari, e Marco Ligas era uno dei principali e convinti collaboratori. Quando la pubblicazione cessò, l’idea è rimasta e Marco la rilanciò online qualche tempo dopo, facendone una delle pubblicazioni più autorevoli della sinistra sarda. Roberto, per ragioni di età, è estraneo a questa storia, ma quando Marco gli passò il timone, mostrò di aver capito lo spirito del blog e lo condusse, mantenendone viva e forte la voce.
Ecco perche’ il Manifesto sardo deve proseguire. E chi - come me - ha fatto parte di questa storia fin dalle sue origini, non può che auspicare in questo difficile momento, una sua nuova vita, nel nome di due indimenticabili compagni come Marco Ligas e Roberto Loddo.



1 commento
1 Franco
13 Settembre 2026 - 21:13
Salviamo il manifesto sardo
Andrea Pubusa e Franco Meloni, rispettivamente direttori delle News online Democraziaoggi e Aladinpensiero, rivolgono un appello a tutti i democratici sardi: salviamo il manifesto sardo. Non venga disperso un patrimonio di idee ed esperienze progressiste e non venga spento un centro propulsivo di idee ed iniziative della sinistra. E’ anche questo un modo per ricordare degnamente due grandi compagni: il fondatore Marco Ligas e Roberto Loddo, scomparso di recente, entrambi direttori della Nrws online.
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