Canfora ci spiega la parabola della Repubblica

13 Settembre 2026
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Andrea Pubusa

Consiglio la lettura del recentissimo “libretto” di Luciano Canfora, “La parabola della Repubblica”, che mette in luce le radici e il passaggio in Italia daĺ clima costituente alla situazìone attuale con un governo  guidato da un partito di ispirazione fascista.

Può essere letto in parallello col volume di Tomaso Montanari (”La continuità del male. Perche’ la destra italiana è ancora fascista”), che documenta la esplicita adesione dei nostri massimi governanti alle idee e alle gesta del regime.

Canfora, con la sua abituale capacità di sintesi, mette in luce i passaggi dalla caduta di Mussolini ai giorni nostri. A partire dall’azione degli americani e degli inglesi contro il partito comunista italiano e i partigiani. Iniziano allora le trame per mettere fuori legge il PCI, che non hanno successo perche’ questo partito non solo ha avuto un ruolo preminente per la vittoria delIa della Repubblica, ma anche in Assemblea costituente partecipa con un ruolo primario alla elaborazione e approvazione della nostra Legge fondamentale. Non fu possibile bandire come eversivo un partito, che assunse come parola d’ordine fondamentale il moto “Attuare la Costituzione”. Del resto, anche dopo l’attentato a Togliatti, fu lo stesso segretario ad invitare i comunisti alla moderazione e alla calma, a riportare il Paese alla normalità dopo la vaste manifestazioni popolari di sdegno. Intanto, però, la DC, su spinta USA, aveva estromesso le sinistre dal governo e avviato una dura repressione dei movimenti popolari e operai per il lavoro, per l’occupazione e per la pace. Non occorre andare lontano per vedere questa palese àzione di contrasto delĺ’iniziativa dal basso per la costruzione di una democrazia  ”fondata sul lavoro”. Carbonia, con la lotta dei minatori a difesa dei posti di lavoro, ne è un esempio. Scelba nella città mette a capo di una squadra mobile di polizia un fascista, già condannato a 30 anni di reclusione, e poi graziato e reimmesso in servizo, che usa mezzi duri, fascisti appunto, contro chi si batte per il lavoro e per attuare i valori poi trasfusi nella Legge fondamentale

Dopo l’Assemblea costituente il governo De Gasperi mette in campo un ostruzionismo costituzionale, che non solo ritarda l’attuazione della Carta nei suoi punti  fondamentali (sistema regionale, Corte ciostituzionale, referendum, ecc.), ma tiene in vita la legislazione fascista (codice civile, penale e tanto altro). De Gasperi promuove addirittura la legge truffa con l’intento di modificare unilateralmente la Costituzìone.  È convinto anche lui, come poi Berlusconu, che la nostra Legge fondamentale è sovietista.

Stanno qui le radici di quel movimento che porta alla scomparsa del PCI e della stessa DC, e che conduce alla vittoria del neoliberismo berlusconiano, da cui discende direttameente la situazione attuale, con il governo Meloni.

Ma leggete  il libro di Canfora, dove questo processo è illustrato con insuperabile chiarezza e  maestria.

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