Quanto sono autolesionisti col riarmo i governi occidentali!

2 Ottobre 2026
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Andrea Pubusa

Ormai ogni TG e le prime pagine dei quotidiani sono dedicati in gran parte ai rimedi che i governi adottano contro la crisi generale delle nostre economie. C’è anzitutto la illustrazione delle misure per calmierare l’aumento dei carburanti. Quakche centesimo in meno su benzina e gasolio, e si celebrano le iniziative dei capi di governo, della Meloni e della von der Leyen. Poi si passa al gas. Quanti aumenti! E’ a rischio addirittura il riscaldamento invernale. Poi si elencano i deficit nei servizi, a partire dalla sanità e dalla scuola, ma basta mettersi in viaggio con la propria auto per verificare lo stato pessimo delle strade. E si potrebbe ontinuare. Ma è sufficiente leggere l’Unione sarda o la Nuova per vedere ogni giorno i disastri. Paesi senza medico o senza pediatra, reti idriche colabrodo, scuole dei piccoli comuni che chiudono battenti con annessi accentramenti, i bambini diventano fuori sede fin dalle elementari. Comunità e sindaci che protestano e manifestano.
Ma c’è a monte una causa di tutto questo sconquasso? Sì c’è, ed è evidente. Si è destinato al riarmo una fetta molto grossa dei bilanci statali per difenderci da minacce varie, della Russia, dell’Iran e dell’islamismo in genere. Tuttavia, Mosca dice di non voler attaccare l’Europa, l’Iran afferma la stessa cosa mei cofronti di USA e Israele. Ma cosa dicono i fatti? Che Teheran sia stata ataccata è fuori discussione. Trump pensa pure di far saltare in aria gli iraniani, e lo ripete in continuazione. La questione russa è solo in parte diversa, perché è vero che Putin ha invaso l’Ucraina, ma è anche vero che tutti gli affidamenti dati quando Gorbaciov consentì la riunificazione tedesca sono stati violati. La Nato ha cinto la Russia di una fitta rete di basi e presenze militari, che certo non sono amichevoli e l’Ucraina è stata utilizzata come testuggine per disintegrare la Russia. Anche questa è un’aggressione. La Germania è oggi il massimo pericolo per Mosca, anziché essere grata per la sua pacifica riunificazione.
In questo quadro si scambiano aggrediti per aggressori e si dà il via ad un riarmo senza precedenti, tanto da mettere in crisi le economie occidentali. Il problema dunque non è dare aiutini temporanei a cittadini e imprese, ma rimuovere la causa fondamentale della crisi. Basterebbe smettere di produrre armi, di moltiplicare le spese militari e riavviare una politica di distensione e di pace. Si potrebbe così risolvere la crisi energetica e tutto ciò che ne consegue e destinare di nuovo le risorse pubbliche per il benessere delle popolazione e la difesa dell’ambiente. Fantasie? No. Lo dice anche papa Leone.

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