Cellino sconsiderato, Prefetto eccessivo

24 Settembre 2012
5 Commenti


Andrea Pubusa

Che Cellino sia spesso uno sconsiderato è ben noto. Che non dovesse invitare i tifosi allo stadio è sicuro. E’ un gesto, questo, provocatorio e poco responsabile. Ma possiamo affermare che il Prefetto non abbia a sua volta agito sconsideratamente? Esiste un principio di buon senso prima che giuridico, e cioè che la sanzione dev’essere proporzionata alla mancanza e pertinente all’interesse pubblico. Nel diritto amministrativo il Prefetto dovrebbe sapere che il principio di proporzionalità impone che i provvedimenti restrittivi dell’Autorità  amministrativa non devono andare oltre la tutela dell’interesse pubblico. Nel caso di Is Arenas scongiurare un concentrameno di tifosi ai cancelli a tutela della sicurezza e incolumità delle persone e delle cose. Ma si può dire che l’unica misura idonea a questo scopo fosse vietare lo svolgimento della partita? Non sarebbe stato sufficiente un comunicato della Prefettura che la partita si sarebbe svolta a porte chiuse? In realtà, quando la Prefettura ha comunicato che la partita non si sarebbe svolta, tutti noi ci siamo organizzati la giornata prescindendo dalla partita in TV. Sarebbe successa la stessa cosa se allo stesso modo il Prefetto avesse invitato i tifosi a stare  a casa, dovendosi svolgere l’incontro a porte chiuse. Quindi, la sicurezza e l’incolumità delle persone non c’entra. Dai toni usati dal Prefetto e dal Questore sembra che il divieto di svolgere la partita sia stata inteso come lezione esemplare a Cellino per “lesa maestà prefettizia” o per il tentativo di forzare il divieto. Ma questo non è un interesse pubblico perseguibile coi provvedimenti amministrativi. 
A ben vedere dunque Cellino ha agito sconsideratamente, ma il Prefetto ha adottato una misura sproporzionata, mirata più a punire Cellino che a tutelare i tifosi. Ma mentre Cellino è un cittadino che deve rispettare le regole, il Prefetto è un’Autorità che le regole, coi suoi provvedimenti, concorre nel concreto a determinarle. Forse una migliore riflessione e un po’ di buon senso avrebbero dato un risultato più equilibrato.   

5 commenti

  • 1 michele podda
    24 Settembre 2012 - 10:28

    Non sono granché “tifoso”, ma un’occhiata alle imprese e alle sofferenze del Cagliari non la disdegno.

    Penso che quello che Prefetto e Questore hanno fatto qui, non l’avrebbero fatto in nessuna altra città d’Italia, e il loro intento era proprio quello punitivo. Potevano semplicemente invitare Cellino a chiarire e correggere, e inviare allo stadio quelle forze dell’ordine che in altre occasioni hanno ben saputo schierare.

    Il colmo sarebbe lo “0 – 3” a tavolino per la Roma.
    Regione speciale-trattamento speciale, come quello riservato ai nostri pastori a Roma e Civitavecchia.

  • 2 Vito Biolchini
    24 Settembre 2012 - 11:27

    Caro Andrea, stavolta non mi trovo d’accordo con te.
    Che la partita si sarebbe dovuta giocare a porte chiuse era già chiaro. Con il suo sconsiderato comunicato, Cellino in realtà voleva forzare la mano, invitando migliaia di persone allo stadio perché di fatto contravvenissero all’indicazione data dalla Commissione di Vigilanza. L’alternativa all’annullamento della partita era mettere circa cento poliziotti intorno allo stadio, per evitare che qualche sconsiderato forzasse il blocco. E ti posso assicurare che una situazione del genere sarebbe stata veramente molto pericolosa.

  • 3 Marco
    25 Settembre 2012 - 07:32

    Analisi lucida e ineccepibile dal punto di vista giuridico, che fa chiarezza - sulla base del diritto - su una questione nella quale molti (vedere commento sopra) prendono posizione più per partito preso che sulla base dei principi del nostro ordinamento.

  • 4 Simone Anedda
    25 Settembre 2012 - 10:34

    Finalmente un parere equilibrato. Finora ho letto solo attacchi contro Cellino, anche e soprattutto nella stampa nazionale. Il Presidente, pur avendo agito, se non altro in maniera avventata, non ha avuto tutti i torti, come si vuole far credere e come sostengono i suoi numerosi detrattori “a prescindere”. E non mi soffermo sui motivi che spingono questi personaggi a parlare così, perché andrei fuori tema. Cellino è un personaggio scomodo, perché dice sempre quello che pensa, perché agisce invece di dare fiato ai denti, come invece fanno i vari vertici del calcio nazionale, salvo poi piegarsi al volere delle società con maggior potere economico. Per quanto riguarda l’operato del Prefetto, sono pienamente d’accordo con quanto afferma il prof. Pubusa. Non dimentichiamo che si è agito sulla base del nulla assoluto. Tant’è vero che, nonostante fosse stata presa la decisione di rinviare la partita, sono state mandate le forze dell’ordine a presidiare lo stadio di Is Arenas, a presidiare il deserto. L’assenza pressoché totale di tifosi nell’area dello stadio, infatti, è stata la miglior risposta a quest’azione. Il pubblico di Cagliari ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che il proprio intento era esclusivamente quello di andare allo stadio, sedersi, godersi una partita di calcio e tornare a casa. E non, come è stato paventato da molti - ahimé, guardacaso, spesso i soliti detrattori di Cellino per partito preso - per fomentare chissà quale incidente.

  • 5 Marco Monni
    25 Settembre 2012 - 11:30

    Concordo pienamente col prof. Pubusa e rimango di stucco leggendo il commento del sig. Biolchini: cosa non è chiaro nel fatto che un comunicato nel sito di una società sportiva vale quanto (anzi meno) di un comunicato del Prefetto? Quando mai la gente diventa “sconsiderata” su invito di Cellino?
    Per cortesia.

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