Polvere di corna di stambecco

27 Marzo 2013
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Aldo Lobina

Non so quanto sia produttivo chiosare il discorso di B a Piazza del Popolo, ribattezzata per l’occasione “Piazza del Popolo della Libertà”. Povera piazza, cosa deve sentire! Ma soprattutto povero popolo, cosa deve sopportare!
Non vorrei fare cassa di risonanza a un comizio di B, che apre ufficiosamente la campagna elettorale del suo partito. Ce l’ha con tutti B: con Bersani, coi giudici, con Grillo, con i soliti comunisti, tranne che con se stesso. E ne avrebbe ben d’onde. Quanta rabbia nei suoi discorsi e quanta ipocrisia. Se la libertà fosse davvero la sua religione laica egli ne sarebbe l’antipapa, non il papa. Ogni libertà infatti si compie davvero se riconosce limiti, che sono definiti dalla libertà degli altri. Quando questi confini vengono superati da una parte o dall’altra quella religione è sciolta, slegata, tradita. Quale significato attribuire alle leggi ad personam che trasformano il diritto nel suo rovescio? Quale immunità per un deputato può essere considerata legittima se non quella legata alle opinioni espresse dentro le mura fisiche del Parlamento , contrariamente all’ estensione singolare data dalle nostre Leggi?
Contestualizzare poi il legittimo impedimento ad un determinato periodo di tempo (che non sia una malattia grave) anziché ad horas obbedisce ancora al principio fondamentale della legge uguale per tutti o è una “variazione sul tema”, una molto libera interpretazione di un istituto? Rispetto i giudici, ma ancora di più il buon senso.
Ma è normale un Paese dove una persona, sia pure responsabile pro tempore di un Partito, nelle riunioni politiche non possa farsi sostituire da altri (il suo vice, il direttivo) per potersi difendere davanti a un giudice? E tornare quanto prima a occuparsi di tutti, dopo avere protetto la sua onorabilità per sé e per quelli che rappresenta?
Quando B pensa alle tre oppressioni, fiscale, burocratica e giudiziaria, temo pensi solo a se stesso. Anche perché le tasse opprimevano i cittadini onesti anche durante il periodo di suo governo. C’era – e c’è – chi le paga tutte e salate – e chi sfuggiva e sfugge tuttora. Così come certa burocrazia imposta dai politici di turno ha imperato anche durante i lunghi anni in cui B ha presieduto il governo. Quanto all’oppressione giudiziaria dovrebbero lamentarsi di più quelli che scontano pene in carceri sovra affollate, anziché pene alternative in lavori socialmente utili, mentre B continua a esercitare ancora i diritti di elettorato passivo, nonostante sia protagonista di molti casi giudiziari, tesi ad accertare invece la possibilità che sia proprio lui l’oppressore e non la vittima, e nonostante le norme sulla ineleggibilità che potrebbero riguardarlo.
Non dovrebbe preoccuparsi per Ingroia. Sa già tutto sugli stambecchi. Il cui stomaco veniva indicato come antica medicina per combattere la depressione, quindi anche quella derivante dalla sua mancata elezione. Farà di necessità virtù – legge permettendo. Piuttosto non mi meraviglierei se lo stesso magistrato con rivoluzionaria sollecitudine regalasse a B qualche etto di polvere di corna di stambecco come rimedio dell’impotenza, di quella politica naturalmente, vista la perdita di consenso multimilionaria del PDL.
Le braccia di Di Pietro “restituite all’agricoltura” rendono davvero impresentabile l’espressione soddisfatta di Silvio Berlusconi: tutti gli agricoltori d’Italia possono star lieti: ora sanno quale valore B riconosce alle attività georgiche.
Conosco molti agricoltori, sono persone splendide. Lavorano con impegno e onestà. Il lavoro dei campi valorizza le persone, non le umilia. Non è un castigo se non nella mente malata di chi non sa che le braccia del contadino si muovono guidate sempre dal cervello. “Scarpe grosse, cervello fino”, dice un vecchio proverbio. Giuseppe, un mio amico, cattivello, mi ha suggerito: .. “Meglio le braccia restituite all’agricoltura che i polsi alle manette”. B, evidentemente, non deve essergli molto simpatico.
Se la politica italiana si giovasse dell’esperienza di vita e di lavoro degli agricoltori porterebbe buoni frutti e forse il legittimo impedimento si applicherebbe alla raccolta dell’uva e non soltanto all’uveite

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