Simone Pinna, cosa ci dici sul Sulcis-Iglesiente?

9 Febbraio 2014
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Simone Pinna a domanda risponde

1. Caro Simone ti sei candidato nelle liste del PD del Sulcis-Iglesiente, in quota SEL: intanto presentati.

Sono nato ad Iglesias, ho 38 anni, vivo ad Iglesias e svolgo la professione di avvocato tra il Sulcis Iglesiente e Cagliari. Eletto nella coalizione di centro sinistra al Consiglio comunale di Iglesias svolgo dal 2010 il ruolo di Capogruppo in Consiglio di Sinistra Ecologia e Libertà e sono membro dell’Assemblea Regionale del Partito.

2. Perché hai accettato di candidarti?

Ho accettato di candidarmi nel collegio del Sulcis iglesiente consapevole che il mio territorio riassume ed esaspera le più delicate ed irrisolte questioni dell’intera Isola. Dal progressivo avvizzimento dell’industria alle incerte ed incoerenti scommesse su un – non meglio definito – modello di sviluppo turistico.

3. Perché la tua area, un tempo fiore all’occhiello della Sardegna, è in crisi?

La mancanza ormai cronica di un programma industriale ha favorito un percorso di dismissione e liquidazione delle realtà produttive: le multinazionali hanno illegittimamente percepito denaro pubblico, pur perseguendo una dichiarata politica di delocalizzazione (mentre negli Stati Uniti si sperimenta, con buoni esiti, l’inverso percorso del re shoring).

4. Perché tutto ciò è potuto accadere?

E’ accaduto perché, al cospetto di un governo regionale di centro destra che, con la sua insipienza, ha irresponsabilmente favorito ed alimentato il falso conflitto tra i lavoratori dell’industria ed i sostenitori delle bonifiche: come se le bonifiche non fossero, compatibili con la presenza di attività industriali. Si è così colpevolmente paralizzata una reale e concreta occasione di recupero del territorio e di progettazione del suo futuro sviluppo, bloccando l’unico possibile volano dell’economia dell’area.

5. Pensi che il Sulcis-Iglesiente possa avere la possibilità d’essere rilanciato dal punto di vista economico?

Il rilancio del Sulcis-Iglesiente deve costituire un laboratorio obbligato di un programma di governo del centro sinistra sardo. Occorre avviare un operoso percorso di risanamento del territorio e costituire un centro di ricerca e formazione capace di preparare tecnici, maestranze, imprenditori.

6. Le bonifiche sono incompatibili con il rilancio dell’attività industriale?

Le bonifiche sono possibili in una prospettiva di rilancio della crescita e dello sviluppo dell’area solo se scaturisce da una cultura industriale; a tal fine, occorre superare, una volta per tutte, la prassi dei commissariamenti (della Provincia, dell’IGEA, del Parco Geominerario), per restituire alla vita democratica ed alla responsabilità delle migliori competenze le scelte sul futuro del territorio.

7. Se queste sono le due idee riguardo al futuro dell’area perché ti candidi con Sinistra Ecologia e Libertà?

Mi candido con Sinistra Ecologia e Libertà perché – ne sono convinto – le possibilità di emancipazione e rinascita della mia terra passano necessariamente attraverso una riorganizzazione della sinistra. La mia adesione ad una formazione transitoria (sin dalla sua genesi e per missione) risponde alla necessità – non più rinviabile - di favorire la costituzione di un soggetto politico che sviluppi una prassi radicalmente autonomista sull’orizzonte del socialismo riformista. Ci sono donne e uomini che da tempo condividono questa urgenza e che vogliono trovarsi a cooperare per il bene di questa terra.

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