Caro Pigliaru, i tuoi 312.982 voti, sono meno dei 410.048 Sì

20 Aprile 2016
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Amsicora

Francesco, perché vedi la pagliuzza nell’occhio dei SI’…e non ti accorgi della trave nel tuo occhio?

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Caro Francesco,

confesso che in matematica sono sempre stato un po’ tardo, a mala pena so che 2+2 fa 4. E anche lì ci sono alcuni filosofi a confondermi le idee, dicendo e dimostrando che non è del tutto vero. Ma lasciamo da parte i matematici e la filosofia della scienza. Sulla base delle mie elementari conoscenze, le tue dichiarazioni a commento del voto sul referendum di domenica, sono a dir poco autolesioniste e comprovano che gli uomini vedono la pagliuzza nell’occhio degli altri e non la trave nel proprio. O che piegano i dati e gli argomenti a seconda del comodo loro. Ma questo, converrai, non si addice allo scienziato e allo studioso, che sempre e comunque dovrebbe essere obiettivo, tanto più quando ci si richiama alla concretezza e alla ragionvolezza, come tu fai spesso con l’aria  di chi ne sa di più.
Perché dico questo? Perchè tu hai dichiarato: “Il risultato del referendum sulle trivelle dimostra che per la maggioranza degli elettori questo è il momento del buon senso, del dare risposte ragionevoli a domande semplici, del tenersi lontano da ideologismi astratti“. Bene, secondo te la maggioranza, da assecondare, va calcolata, sommando i No (pochini pochini, appena 30.000) agli astenuti.
Ora, voglio chiederti: hai pensato alla tua elezione a Presidente, quando hai fatto quella dichiarazione?  Hai trasposto il tuo ragionamento alle elezioni regionali che ti hanno portato al soglio presidenziale? Ci proviamo? Tu hai ricevuto 312.982 voti pari al 42,45% dei votanti. Ma questi, i votanti, sono stati 774.939, ossia il 52,34% degli elettori sardi. Quindi tu hai preso il 42% della metà degli elettori sardi, ossia circa il 20% di questi. Domenica i Sì sono stati 410.048 pari al 92,40%, posto che l’affluenza è stata del 32,37%. Quindi, stando al modo in cui tu calcoli la maggiornza sul voto di domenica, devi - per onestà intellettual e calcolo matematico - concludere che tu sei più minoranza dei Sì di domenica e che una ben più grande maggioranza dei sardi non ti ha votato alle lezioni del febbraio del 2014.
Francesco, so cosa obietti: sono elezioni diverse! Ed è vero. Ma i discorsi sulle maggioranza sono concettualmente uguali, salvo voler piegare i ragionamenti e anche la matematica al comodo proprio!
So anche che tu della rappresentanza ti disinteressi, anzi aderisci all’Italicum tant’è vero che non hai messo mano alla immonda legge regionale sarda. “Io sono per la governabilità“, già ti sento dire. Ma la governabilità non si ottiene trasformando una piccola minoranza in maggioranza bulgara grazie ad una legge elettorale truffaldina. Governabilità è capacità di governare positivamente i processi perché si ha il consenso e la forza necessaria; governabilità è mobilitazione di grandi energie umane in direzione di un generale miglioramento delle condizioni di vita. E questa viene  non solo dalla maggioranza del 50% + 1 degli elettori, ma  dal coinvolgimento di forze e movimenti che stanno al di fuori di te, della tua coalizione. Ricordi il buon Enrico? Nel 1973, dopo la tragica morte di Allende, disse che per governare e riformare un Paese non basta la maggioranza dei voti, ci vuole un grande movimento popolare che travalichi quella maggioranza e quello schieramento. Lo so che questo ti turba perché è l’esatto contrario di ciò che dice e fa Renzi, che divide e addirittura manomette la Costituzione, senza essere mai stato eletto da nessuno ed essendo in minoranza nel Paese. E tuttavia proprio la concretezza a cui tu ci inviti dovrebbe portarti a capire che la tua giunta è una delle più spente della storia autonomistica sarda non solo perché siete anime morte, atte alla genuflessione più che al confronto dignitoso e alla lotta, ma sopratutto perché siete un’infima minoranza. La stragrande maggioranza dei sardi (circa l’80%, ripeto) non ti ha votato e tu non ti sei mai sforzato di conquistarla e mobilitarla. Se tu, anziché vedere la pagliuzza nell’occhio degli altri, fossi consapevole della trave che c’è nel tuo, potresti cambiare atteggiamento e politica. Ma correggersi implica la capacità di capire le proprie manchevolezze e porvi rimedio. Tu questa capacità ce l’hai?

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