Carbonia: dal M5S un segnale contro le consorterie…

29 Giugno 2016
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Andrea Pubusa

Con le minacce e le intimidazioni a due candidati, Ugo Piano e Manolo Cossu, il clima della campagna elettorale a Carbonia rischia di degenerare.

L’altro giorno sono stato nel Sulcis e come al solito ho fatto le mie piccole inchieste, parlando con amici, conoscenti e vecchi compagni. Stavolta la chiacchiera si è incentrata sul risultato delle comunali a Carbonia e dintorni, dove il PD, supportato da SEL ha preso una sonora quanto inaspettata batosta. Un po’ come l’Inghilterra con l’Islanda, il M5S ha battuto la corazzata del centrosinistra che da sempre faceva a Carbonia il bello e il cattivo tempo. “Se la sono cercata” -  mi dice Virgilio, vecchio compagno di tradizione e di famiglia socialista. “Cosa potevano aspettarsi dagli elettori ormai stufi dei loro giochetti autoreferenziali. Ignazio Cuccu, vecchia cariatide del PCI-PDS-DS-PD, già consigliere regionale, presidente del Consiglio comunale, che viene espulso dopo un’indegna rissa interna. Il rientro nella competizione di Ugo Piano, già sindaco PCI, arrestato e ora alleato di Cuccu in una lista allucinante inframmezzata da ex indagati o dai loro figli. In questo clima la campagna elettorale all’interno del centro-sinistra è stata indecorosa, con colpi bassi ed accuse reciproche. Cosa potevano aspettarsi? Un premio?“.
Sandro, invece, di matrice cattolica, fa un’osservazione apparentemente banale, ma in realtà acuta. “Che la gente sia stanca di chi ci governa è palese, molti elettori si rifuggiano ormai nell’astensione. Messi di fonte alla possibilità di mandarli all’opposizione con un voto, non ci pensano due volte. Questo è stato ul meccanismo anche della Brexit di fronte ad una UE mostruosa, impersonale, persecutrice, lontana mille miglia da quella ipotizzata dai padri fondatori fin dal Manifesto di Ventotene di Spinelli“. “Il problema - soggiunge - è mettere nella scheda un’alternativa secca, senza compromessi o vischiosità“.
A dire il vero - dice Benvenuto  - le avvisaglie si eramo manifestate a Gonnesa. Il PD fa le primarie, ma il secondo con mezzo PD presenta una lista in alternativa alla burocrazia del PD, capeggiata da Pietro Cocco, capogruppo in Consiglio regionale, e vince, mandando a carte quarantotto il disegno di continuità stagnante del PD“.
Insomma, osservo, “gli elettori hanno pazientato, ma ora se vengono messi nella condizione di scegliere un’alternativa secca per mandare a casa il vecchio estabilishment ora enziano lo fanno“. ”Si lo fanno con rabbia e con gusto“, dice Virgilio. “C’è una sorta di spirito di rivalsa verso chi si presenta come innovatore e invece rappresenta ormai la più odiosa incrorstazione di poteri forti e anche minimi“. Aggiunge Benvenuto: “Il sistema Sulcis è ormai sotto gli occhi di tutti: milioni di stanziamenti, un po’ di clientela, sussidi o falsi stipendi e poi tanta rapina e malamministrazione. Progettualità nessuna. Futuro senza soperanza“.
E il M5S” , chiedo? “ Avrà il suo bel da fare. L’eredità è terribile anche dal punto di vista psicologico, non sarà facile passare dalla placida attesa dell’assistenza ad un’idea di sviluppo. Sarà terribilmente difficile, però non accettando compromessi con le vecchie consorterie, i pentastellati hanno acquisito credibilità. Hanno acceso una speranza”. “E’ lo scenario possibile anche alle prossime elezioni politiche. Ecco perché Renzi trema e molti vogliono mettere mano all’Italicum. Renzi lo ha costruito a sua misura, ma - come tutti gli idioti - forse è l’abito giusto per Grillo e Di Maio. I segnali anche dal Sulcis vanno in questa direzione“. Non sono dei grandi analisti questi miei interlocutori, ma dicono cose sensate, riportano il sentimento popolare, le loro previsoni mi sembrano ragionevoli. Chi vivrà. vedrà.

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