L’Unione sarda: che campione di correttezza nell’informazione! Anche dopo il referendum continua a parteggiare per il Sì! E a denigrare l’ANPI, come a Quartu!

23 Dicembre 2016
2 Commenti


Andrea Pubusa

Che professionalità! Che mirabile completezza d’informazione! L’Unione sarda il 20 novembre non ha scritto nulla, neanche una riga nel diario cittadino per la conferenza tenuta a Cagliari da Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’ANPI. Un’Assemblea in una sala strapiena del T-Hotel per una grande personalità della Repubblica. Sì perchè Carlo Smuraglia giovanissimo ha messo a repentaglio la propria vita nella lotta partigiana, per dare anche a L’Unione quella libertà di cui oggi gode, insieme al suo direttore e ai suoi giornalisti. E’ stato senatore della Repubblica ed è un maestro del diritto del lavoro, avendo a lungo inegnato Diritto del Lavoro all’Università. Bene al presidente dell’Anpi neanche un trafiletto ed ora invece rilievo alla notizia che una certa Brai del PD lascia il direttivo dell’ANPI di Quartu. E perché mai questa drammatica decisione, che tanto addolora i cittadini, specie quelli antifascisti? La Brai lamenta “un atteggiamento offeinsivo e aantidemocratico” dell’ANPI di Quartu nei suoi confronti “perché si è pronunciata per il sì al referendum” sullo scasso Renzi-Boschi-Verdini. Udite! Udite! Il presidente dell’ABPI di Quartu in una mail le ha scritto nientemento: “la tua adesione al sì non ti consente di rappresentare l’ANPI” durante la campagna referendaria. Omette di dire la Brai che l’ANPI nel Congresso di Rimini del maggio scorso, dopo centinaia di congressi locali, ha approvato all’unanimità, con sole tre astensioni, un documento che impegnava l’ANPI a svolgere con fermezza la campagna referendaria per il NO.
E allora di cosa si lamenta la Brai? Di essere in un’organizzazione seria che, quando decide democraticamente, pretende una disciplina rispetto ai deliberati legittimamente assunti? O crede di essere in quell’accozzaglia di consorterie da cui è formato il suo PD? Dove non si delibera democraticamente e dove ciascuno fa il comodo suo? Dove da quasi un anno non si riesce ad eleggere il segretario regionale, dopo che quello precedente si è dimesso perché condannato nientemeno che per evasione fiscale!  La Brai dovrebbe essere onorata di stare nell’ANPI. Ed invece, con questo comunicato stampa così solertemente ripreso da quel campione di corretta e imparziale informazione che è L’Unione sarda, si è proposta di far male all’ANPI. Vuole svalutare la sua battaglia democratica che ha asfaltato il tentativo tragicomico di Renzi di creare un assetto costituzionale incentrato sul potere governante, ossia sull’esecutivo, comprimendo le autonomie regionale e privando i cittadini del voto per il Senato. La Brai in questo modo vuole mostrarsi comopiacente verso i dirigenti del PD e e ostile verso l’ANPI. Diimostra di essere così di non essere compatibile con l’Associazione dei partigiani.
Purtroppo dell’ANPI sono un semplice iscritto di base. Se fossi un dirigente proporrei, senza indugio, agli organi competenti l’espulsione della Brai per manifesta incompatibilità a stare nell’associazione dei partigiani. Se poi la Brai vuole sapere cosa molti di noi pensano di quei dirigenti e iscritti del PD che hanno votato sì con la consapevolezza di scassare la Costituzione e per servilismo verso il capo, la rinvio ai miei commenti all’articolo di Francesco Cocco dal titolo ” I cazzari del sì” su questo blog, link   http://www.democraziaoggi.it/?p=4690 .

2 commenti

  • 1 Oggi venerdì 23 dicembre 2016 | Aladin Pensiero
    23 Dicembre 2016 - 17:56

    […] Anche dopo il referendum continua a parteggiare per il Sì! E a denigrare l’ANPI, come a Quartu! Andrea Pubusa su Democraziaoggi. ven 23 dic 2016 […]

  • 2 Salvatore Sardu
    30 Dicembre 2016 - 19:14

    Un bellissimo commento che penso farà riflettere quanti danno credito a certi “personaggi”

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