Matteo riesce a perdere persino a Sesto S. Giovanni

26 Giugno 2017
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Red

Renzi è riuscito in un’impresa impensabile, mirabolante: consegnare alle destre persino Sesto S. Giovanni, la mitica città rossa lombarda!  Il trionfo del centrodestra ai ballottaggi delle amministrative è netto, gran parte dei 22 capoluoghi di Provincia in gioco passano all’asse FI-Lega Nord-Fdi. E’ per il Pd e tutto il centrosinistra, lo schiaffo è sonorissimo: cadono roccaforti “rosse” come Genova e Pistoia, dove il centrodestra non aveva mai vinto e cadono sei Comuni su sei - Piacenza inclusa - in Emilia-Romagna.
In Sardegna Matteo i ballottaggi li ha persi malamente entrambi, a Oristano e a Selargius. Salvo miracoli o improbabili exploit del M5S, il centredestra isolano si appresta a riprendersi la Regione.
Per chi crede ai complotti, se Occhetto, D’Alema, Veltroni e Fassino sono stati messi per sfiancare la sinistra italiana postcomunista, Matteo Renzi è lì per darle il colpo di grazia.
Lui, Matteo, minimizza: “Sono risultati a macchia di leopardo“. E meno male! Se no, sarebbe cappotto. “Non è un test politico“. E meno male, se non avremmo di nuovo in sella l’ex cavaliere!  Per una volta ha ragione l’insipido Orlando: “il Pd isolato politicamente perde. Cambiare linea e ricostruire il centrosinistra subito“.
Purtroppo. il PD non ha fatto i conti col 4 dicembre, lo ha rimosso. Quella data è stato uno spartiacque nella politica italiana: chi ha votato NO al referendum costituzionale, Renzi non lo vota più. Si dirà: ma il 40% degli elettori ha votato sì. Un bel bacino di voti. E’ quanto ha detto Renzi la mattina del 5 dicembre. Sennonché quel 40% non era per Renzi, c’era di tutto. Ed ora se ne vedono le conseguenze. La verità è elementare: uno che è riuscito persino a far andar via dal PD il buon Bersani non potrà riuscire o coalizzare nessuno. E, d’altra parte, è noto che quando si cerca qualcosa, si preferisce l’originale. Se gli elettori devono passare attraverso  il voto a Renzi per far tornare alla ribalta Berlusconi, preferiscono la scorciatoia e votare direttamente l’ex cavaliere.
E’ vero, queste sono amministrative, le politiche sono un’altra cosa. Lì c’è l’incognita M5S. Ma non è detto. I pentastellati escono male dalle amministrative, che non è il loro terreno ideale. Si tratta solo di vedere se i rovesci locali minano o no la credibilità generale del Movimento. Chi vivrà, vedrà.

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