Regionali. Per chi tifa il quarto potere in Sardegna?

22 Febbraio 2019
2 Commenti


Andrea Pubusa

C’è un metro infallibile per conoscere chi sta dietro i diversi candidati alle cariche apicali pubbliche. Vedere cosa ne dicono i media, il quarto potere. Salvo casi particolari, infatti, i grandi giornali o le emittenti televisive esprimono l’opinione dei gruppi che li finanziano o che sono prevalenti nell’establishment. Questo spiega anche perché talora c’è una grande divaricazione fra l’opinione generale fornita dai media e i risultati, Trump ne è un esempio clamoroso, ma anche in Italia abbiamo avuto la manifestazione di questo contrasto. Ad esempio, tra Monti come rappresentato nei media e l’opinione dei cittadini. Nel caso della deforma costituzionale di Renzi, pompata dalla grande stampa e dalle TV, e clamorosamente bocciata dagli italiani.
Sulla base di questo metro come stanno le cose in Sardegna in vista delle elezioni di domenica prossima?  Senza forzature, badando solo agli spazi, si può dire che le forze del duopolio degli ultimi decenni (centrodestra e centrosinistra) godono del gradimento dei due grandi giornali regionali, L’unione e la Nuova, mentre è chiaramente in ombra il M5S e sono marginali le forze minori. Si dirà che questo risponde a criteri giornalistici, non politici. Ma solo in parte questa considerazione è vera. In partenza siamo in presenza di un tripolarismo, col M5S che si presenta come terzo incomodo. I pentastellati hanno avuto un travolgente successo anche nella nostra Isola il 4 marzo, il che dovrebbe indurre a maggiore considerazione. Anche la par condicio in periodo elettorale vorrebbe un rilievo uguale alle tre liste. Il fatto che i pentastellati siano non poco oscurati non nasce da fatti obiettivi (i candidati dei tre schieramenti quanto a brillantezza, ahinoi!, pari sono!) discende da una ostilità malcelata nei confronti dei loro propositi di intaccare posizioni di rendita economica, burocratica e politica, dalla loro ostentata volontà di dissolvere la casta a favore di una nuova forma di democrazia partecipata.
Analogo discorso vale per le forze minori. Sinistra sarda rilancia i temi dell’uguaglianza e dei diritti del lavoro e dei lavoratori. Le tre liste natzionalitarie hanno già un vizio di origine per l’establishment: non essersi piegate alle forze del duopolio (centrosinsitra e centrodestra) e pretendere di giocare la partita da soli, mettendo in discussione in radice il rapporto con lo Stato e coi partiti “italioti”.
A ben vedere anche i sondaggi rispecchiano più i desideri dei committenti e l’intento di indirizzare il voto più che di registrare gli orientamenti degli elettori. Dire ad esempio che i sondaggi danno fianco a fianco Solinas e Zedda significa invitare a votare uno dei due e a scartare Desogus. Dire che Maninchedda, Pili e Murgia sono a rischio quorum, significa invitare gli elettori indecisi a votare per i grandi schieramenti, rinunciando alla loro genuina opzione politica natzionalitaria. Ancor peggio per Sinistra sarda, che i media danno priva di speranza, senza neanche mettere in luce l’importanza di un segnale significativo verso un sistema più equo e sostanzialmente democratico, a fronte delle criticità democratiche e delle intollerabili ingiustizie sociali sotto i nostri occhi.
Quindi, che dire della propaganda espressa e implicita dei grandi media sardi? Che lascia il tempo che trova, che più che informare mira a orientare, che esprime i desiderata dei gruppi economici e finanziari che li possiedono.
Chi vuole può trarne un elemento di valutazione per il voto, ma in senso diverso. A leggere i grandi giornali sardi è innegabile che Solinas e Zedda sono i beniamini dell’establishment politico ed economico, mentre 5 Stelle e gli altri ne sono i contestatori, l’alternativa.
Si dice che spesso i media prendono cantonate. In realtà, si tratta di uno smascheramento popolare della loro funzione non d’informazione ma di intervento nella battaglia politica a favore delle oligarchie. Per questo a me pare che anche in Sardegna sia auspicabile un voto controcorrente, contro l’opinione dominante nei giornali e nei media più potenti. Un voto contro il quarto potere e ciò che nasconde.

2 commenti

  • 1 aldo lobina
    22 Febbraio 2019 - 09:04

    E’ una analisi parziale. Non considera che i Sardi utilizzano sempre di più molte altre fonti di informazione e non partecipano passivamente al dibattito politico, che non è solo quello filtrato dalla stampa locale, sbilanciata per la verità più su notizie di vicinato che su grandi temi. Per questi ci sono i quotidiani di grande tiratura (La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano etc). Che vi sia da parte degli editori dei nostri quotidiani più venduti in Sardegna una maggiore attenzione verso i grandi schieramenti e una minore considerazione di quelli che arrancano è vero e risponde anche a logiche di mercato oltre che alle simpatie di parte. Come non considerare di parte gli sviolinamenti di Emanuele Dessì alla destra militante del capitano Nemo (leggi Salvinas)? soprattutto in televisione! Quando il quarto potere, che si vorrebbe diverso,altro da quello politico, si confonde anche nella propaganda, funzionando da megafono, spesso induce a cambiare canale o a voltare pagina per leggere solo gli annunci funebri. Per fortuna il dibattito politico ha anche altre fonti per stare in piedi. I vari blog e soprattutto i social come facebook che veicolano di tutto, ma anche discussioni e interventi interessanti e stimolanti. Consentendo anche a chi non si può permettere di avere alle spalle ricchi editori di dire la sua, e magari di essere apprezzato per questo. Dunque dobbiamo ben sperare in questo più democratico sistema di veicolazione delle idee. Che non sarà un quarto potere, ma almeno un primo servizio alla Comunità. Importante fattore di crescita. Capillare.

    Risposta

    Son d’accordo, ma io mi riferisco ai grandi media, espressione di ben noti gruppi finanziari ed economici. Il web dà una rappresentazione non controllata e quindi più varia. Questa serve a dare il polso del dibattito reale, i grandi media dei desiderata e delle operazioni politiche dei grandi potentati di comando. Questi in Sardegna oggi sono per il duopolio rappresentato da Solinas e Zedda. Mi sembra un elemento importante per orientarsi nel voto.

  • 2 Aladin
    22 Febbraio 2019 - 12:56

    Anche su Aladinews: http://www.aladinpensiero.it/?p=93739

Lascia un commento