RWM: lavorare uniti per una soluzione duratura

19 Settembre 2019
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Giacomo Meloni

In un incontro alla regione si è discusso ieri della RWM a seguito del divieto di esportazioni all’Arabia Saudita in esecuzione della legge italiana e dei trattati e delle risoluzioni internazionali.
Sulla fabbrica di Domusnovas la CSS avanza una proposta unitaria per una soluzione duratura che salvi i posti di lavoro.

La Confederazione Sindacale Sarda- CSS fa appello al Governo Naz. le e Reg. le, alle forze politiche di maggioranza e opposizione, ai sindaci del territorio, ai sindacati, ai comitati pacifisti ed ambientalisti, ai cittadini, ai lavoratori in primo luogo perché si uniscano le forze per trovare insieme una soluzione intelligente e duratura alla crisi in atto della fabbrica RWM di Domusnovas, superando la situazione attuale di emergenza per mirare ad una prospettiva possibile e duratura produttiva ed occupazionale per tutto il territorio del Sulcis.
Non è accettabile una posizione di netta chiusura alla riconversione di questa fabbrica, nata anch’essa da una ristrutturazione nella quale sono stati investiti importanti risorse pubbliche.
E’ nella natura di questa fabbrica la precarietà sia perché la produzione e la forza lavoro impiegata dipende dalla grandezza della commessa, come è evidente la recente crescita occupazionale, quasi tutta a tempo determinato, in ragione della commessa internazionale di 400 milioni. Ma la sua precarietà sta anche nel ruolo subalterno della stessa produzione, legata in gran parte all’assemblaggio di moduli e componenti prodotti quasi tutti e provenienti dall’esterno, come si evince dalla continua richiesta di ampliamento della fabbrica dovuti all’esigenza di dotarsi di spazi e magazzini per stoccaggio dei materiali da assemblare.
La terza ragione della precarietà di questa fabbrica è di natura geopolitica, in quanto la richiesta di fornitura di bombe e materiale bellico massivo dipende dalla situazione di guerra nello Yemen che tutti si augurano venga presto a cessare, come auspicato dalle determinazioni dell’ONU e della Unione Europea.
Ultima considerazione, ma non secondaria, è la crescita di responsabilizzazione etica e morale della società sarda, nazionale ed internazionale nei confronti della guerra e del massacro in Yemen che dal 2015 ad oggi ha provocato 230 mila morti, di cui la metà sono civili, donne e bambini.
Prendersela con i Comitati e le Associazioni di pacifisti e di ambientalisti è veramente una mancanza di informazione e spesso incapacità o non volontà di affrontare la verità. Questa fabbrica è illegale per la stessa legislazione italiana ed il Governo Italiano, dopo le prese di posizioni dell’ONU e della Comunità Europea, ha tardato fin troppo a prendere le decisioni conseguenti.
LE SOLUZIONI CI SONO.
QUALE MIGLIORE OPPORTUNITA’ SOPRATTUTTO OGGI CHE L’EUROPA , LO STESSO GOVERNO ITALIANO E LA GIUNTA REGIONALE DELLA SARDEGNA SONO ORIENTATE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, METTENDO A DISPOSIZIONE INGENTI RISORSE PER CHI VUOLE INVESTIRE IN NUOVE TECNOLOGIE E RICERCA.
La CSS fa parte del Comitato per la riconversione della fabbrica di Domusnovas e per lo sviluppo ecosostenibile del territorio del Sulcis, all’interno del Comitato operano 40 associazioni che hanno dato vita ad un Tavolo Tecnico che da diversi mesi si riunisce con docenti dell’Università di Cagliari per studiare e proporre soluzioni possibili in alternativa alla fabbrica di bombe. La CSS fa parte di questo Tavolo e trova interessanti le proposte di investire nella produzione di motori elettrici non solo nel settore delle auto e nella produzione di pannelli fotovoltaici.
La società sarda non può né deve dividersi tra chi difende e vuole occupazione, ma deve investire nelle sue migliori intelligenze per assicurare nuovo sviluppo a questa nostra terra.
Ieri è stato convocato a livello regionale il tavolo di crisi per prendere in esame la situazione della RWM. A quel tavolo vogliamo che giunga alta e chiara la proposta della CSS e quella del Comitato per la riconversione della RWM di Iglesias, finora inascoltate.

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