Navalny e gli altri

17 Febbraio 2024
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A.P.

Poco importa come sia morto Navalny. Certo è che la reclusione in un luogo invivibile non ha giovato alla sua salute e ha accelerato il decesso. Nessun democratico può non provare orrore. La persona - come dice la nostra Costituzione - è inviolabile sempre e tanto più quando è custodita dallo Stato. Per questo ci indignamo quando vediamo la Salis in catene e al guinzaglio in un’aula di giustizia. Per questo leviamo un grido enorme di protesta quando sentiamo dei 30.000 uccisi a Gaza e di quelli in attesa di macellazione a Rafah. Una reazione sproporzionata e riprovevole, come dice ogni giorno Papa Francesco.
Per questo protestiamo contro l’uccisione di circa 80  giornalisti a Gaza. E per questo andiamo in piazza per la liberazione di Assange. La persona e la sua libertà son sempre inviolabili sia in Russia, sia negli States sia in Ucraina e a Gaza, sia a Israele contro gli attacchi armati di Hamas. Ci sono anche  Brent Renaud, Gonzalo Lira, Salin, Bacchelli e altri in Ucraina.
Possono tutti dire di fare come noi? Lo fanno i governanti occidentali e dell’Europa  unita? Lo fanno i media italiani, lo fa la RAI? O son democratici a senso alternato? Ossia non lo sono.

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