Marco Sini
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A cura della Scuola di Cultura Politica Francesco Cocco è stato presentato il libro a cura di Rita Sanna che contiene una Antologia di suoi scritti col titolo significativo “Con dignità e Onore”, principi che Francesco ha sempre rispettato e praticato.
E’ stato detto che Francesco Cocco non ha mai scritto un libro, ma ha scritto tanto e ha relazionato tanto che avrebbe potuto scrivere almeno 10 libri!
Francesco è stato uno solo, ma nella sua vita è stato molte cose e si impegnato in molte cose. Diverse testimonianze, da Andrea Pubusa a Tore Cherchi e altri/e, ci hanno aiutano a ricostruire chi è Francesco, il suo profilo e i singoli pezzi dei molteplici impegni che ha assolto sempre con impegno, serietà e passione.
Il mio ricordo di Francesco e i miei incontri con Francesco sono scanditi da date e anni, anni lontani e anni vicinissimi. Vado per flah ricordandone alcuni dei tanti.
L’anno scolastico 1966-67 era il mio ultimo anno all’Istituto Martini di Cagliari, era l’anno della mia maturità. Conoscevo solo di vista il Prof. Cocco, che insegnava Diritto e Economia, come il Prof. Cocco, “il professore comunista”.
La conoscenza diretta avvenne per caso alla fine di Aprile del 1967 in una occasione speciale, dove guarda caso c’entrava Gramsci!
Ero un giovane diciottenne del PSIUP che aveva appena letto la biografia di Antonio Gramsci di Giuseppe Fiori e mi recai, era di domenica, alla Fiera dove si apriva il “Convegno internazionale di studi Gramsciani” in occasione del 30° anniversario della morte di Gramsci. Durante l’intervallo intravidi l’on. Carlo Sanna, monserratino come me, allora segretario regionale del PSIUP che era in conversazione con il Prof. Lucio Cordeddu, che conoscevo, e con il Prof. Cocco (dell’Istituto Martini, come me) e con altre persone. Mi avvicinai per salutare Carlo e lui mi chiese se conoscevo “Francesco Cocco, compagno comunista” e, aggiunse, che era “cognato di Gino Manca, fratello di signora Bruna” che ben conoscevo. Il Prof. Cocco tese la mano che ricambiai con una stretta “piacere Marco Sini” e lui “Ciao, io sono Francesco”. Insomma l’ho conosciuto di persona al Convegno per il trentennale di Gramsci di cui lui era allora e continuerà ad essere un grande studioso.
Dal 1972, quando il PSIUP si sciolse e moltissimi di noi confluirono nel PCI ho avuto modo di incontrare Francesco molte volte in riunioni, manifestazioni e anche in colloqui diretti.
Ai primi del 1978 quando sono stato eletto Segretario provinciale della Federazione EE.LL e Sanità CGIL, al Comune di Cagliari era in corso una trattativa tra le organizzazioni sindacali aziendali e l’Amministrazione comunale guidata da Salvatore Ferrara per la riorganizzazione della Pianta Organica e la ristrutturazione dei servizi.
Poiché seguivo spesso le sedute del Consiglio comunale e sapevo che Francesco, dal 1975 consigliere comunale del PCI, era l’esperto del Bilancio del Comune per il Gruppo consiliare e mi rivolsi a lui per avere qualche informazione sulle poste di bilancio e sulla loro ripartizione per le spese del personale. La premessa di Francesco alla mia richiesta di informazioni e dati diceva già tutto del suo rigore e dell’importanza di studiare: “Io ti dico cosa prevede il bilancio del Comune di Cagliari, la spesa complessiva per il personale, anche i dettagli, ma tu studiati bene il Decreto Stammati sulla finanza locale, anche quello nuovo che sta per essere emanato. Ti serve per avere il quadro, se non ce l’hai in sindacato ti faccio io una fotocopia”
Nel 1984 Francesco è eletto consigliere regionale e Assessore alla P.I. e Cultura della prima Giunta Melis.
Per la segreteria regionale della CGIL seguivo Regione, P.I. e Scuola e in questa veste con il Sindacato Scuola Cgil ho avuto incontri e confronti con Francesco.
Francesco non faceva sconti. Era ben noto che non li faceva neanche a se stesso e dai suoi compagni del sindacato si aspettava sempre serietà e impegno.
Francesco aveva un rapporto particolare con Monserrato, non solo per ragioni familiari. Aveva un rapporto di affetto con i compagni di Monserrato e conosceva persone e storie. In anni relativamente più recenti, quando ero sindaco di Monserrato in occasione delle iniziative per il 25 aprile del 2010, con Marco Asunis e Lino Ariu, invitammo Francesco insieme a Nanni Sanna alla proiezione del video “La storia nel baule. Storie di antifascismo e di lotte democratiche a Monserrato e dintorni” che conteneva interviste e testimonianze fatte alla fine degli anni ‘80 a uomini e donne sui confinati monserratini del 1936, sulla retata dell’OVRA del 1 ottobre del 1938 con l’arresto di 16 giovani antifascisti monserratini, su quegli anni e sui primi anni ’50. Francesco diede un importante contributo di memoria perché conosceva bene quei fatti e anche molti protagonisti di quegli avvenimenti. In quella occasione si soffermò anche sulle rivolte popolari del maggio 1906 a Cagliari (e anche a Monserrato), che aveva ben studiato e di cui aveva scritto alcuni articoli sull’Almanacco di Cagliari nel 1996 e anche in anni successivi su Democrazia Oggi. Ci parlò dei carrettieri monserratini che il 14 maggio avevano rovesciato nei pressi del porto due vagoni della Tramvia e buttato a mare alcuni vagoncini merci con le botti di vino dentro. Ipotizzò che forse quelle erano state le azioni che avevano determinato la nomea per i monserratini “S’accollada ‘e paulesu”. Ho citato questo episodio e scritti e interviste di Francesco Cocco nella bibliografia che consigliavo in coda al mio secondo articolo che ho scritto su IL MANIFESTO SARDO a metà maggio di quest’anno per il 120° anniversario di quelle rivolte.
Roberto Loddo pubblicò il mio terzo articolo sul tema sotto forma di intervista e come prima domanda partì proprio dal richiamo che avevo fatto agli articoli e interviste che Francesco aveva scritto su quelle rivolte del maggio del 1906.
Ho iniziato facendo riferimento ad anni lontani, il 1966 e 67.
Negli anni più vicini, che sono gli ultimi anni della sua vita, Francesco ha riversato il suo impegno nelle iniziative culturali, con il CID, con l’ANPI e con il Comitato per il NO al Referendum di revisione costituzionale e poi Comitato di Iniziativa Costituzionale e Statutaria.
Con l’ANPI e con Il Comitato per il NO ha partecipato attivamente alle tante iniziative che hanno preceduto il Referendum del 4 dicembre 2016, che hanno visto Francesco decisamente schierato con passione e ragione per il NO e lo ricordo presente e partecipe alla manifestazione con Carlo Smuraglia e poi relatore seguito e apprezzato nel ciclo di incontri promossi dall’ANPI di Cagliari intitolati “Letture della Costituzione” ed è così che mi piace fissare il suo ricordo mentre parla di Costituzione, di Renzo Laconi e di Antonio Gramsci.



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