Andrea Pubusa
Si fa un gran parlare della necessità della Sardegna di contare di più nel confronto con lo Stato. Si lamenta con rabbia ed amarezza lo scarso peso decisionale su temi centrali come la tutela dell’ambiente e del paesaggio isolano, sotto attacco massiccio con pale eoliche e impianti fotovoltaici, si rivendicano più ampi poteri su queste materie fondamentali e su altre che incidono sulla salvaguardia e la crescita dell’isola, ma non si considera che il colpo più evidente e forte al popolo sardo viene dai suoi stessi organi rappresentativi, daĺla sua assemblea legislstiva, il Consiglio regionale. La legge eĺettorale regionale vigente ne è un esempio clamoroso. Preclude coi suoi assurdi sbarramenti una piena rappresentanza del popolo sardo, del suo corpo elettorale. La lista che non raggiunge il 5% dei votanti è fuori, così come è fuori il raggruppamento che non raggiunge il 10%. E cosi liste che hanno ottenuto 70 o addirittura 80 mila voti non hanno eletto alcun loro candidato. Si comprende che un sistema sifatto incoraggia l’astensione di chi non è propenso a votare le forze e i raggruppamenti maggiori ed esclude dal voto o dalla rappresentanza una parte rilevante del corpo elettorale isolano. Di quale forza del popolo sardo parliamo se lo indeboliamo noi stessi. E non si venga a evocare la governabilià perche’ questa può nascere solo da una piena partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica o direttamente o tramite i propri rappresentanti. Una riprova? Forse che ci sono governi più solidi ed efficienti con le leggi elettorali approvate negli ultimi decenni in violazione del.principio proporzionale? La stabilità degli esecutivi del resto si può garantire in altri modi, ad esempio con l’intrododuzione della sfiducia costruttiva. Puoi far cadere un presidente solo se hai la forza consiliare di eleggerne un altro e si può anche limitare ad una sola volta il ricorso a questo istituto. Si può dunque superare il presidenzialismo o si deve mantenerlo con adeguate correzioni?
Su questi e su altri temi connessi si è discusso ad iniziativa della Scuola di cultura politica, che ha presentato una propria elaborazione di nuova legge elettorale regionale. Un contributo alla comunita sarda e al Consiglio regionale per una nuova legge condivisa. A settembre si riprenderà l’iniziativa, anche perchè il tempo stringe, o si raggiunge una convergenza per tempo oppure man mano che ci si avvicina alla fine della legislatura prevarranno i calcoli elettorali e non si farà nulla di buono.



1 commento
1 Aladin
10 Marzo 2025 - 08:23
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