Giusta o ingiusta, sempre meglio la pace

24 Dicembre 2025
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Andrea Pubusa

Vedendo le terribili immagini sulle devastazioni della striscia di Gaza e dintorni, penso con angoscia all’ipocrisia di molti sul significato del Natale. Gesù è nato in una grotta al freddo e al gelo, come dice la canzone. Non diversa è la situazione dei palestinrsi nelle tende e in mezzo all’acqua e alla melma. Come si fa a non vedere la somiglianza? Come si fa a negare che il persecutore, l’Erode, di oggi sia il governo di Tel Aviv, come negare la strage degli innocenti, per ammazzarne uno fanno fuori tutti in modo indiscriminato. Quante sofferenze! Quanta ferocia! Quanta disumanità!

Non solo, ma vengono perseguitati quanti in tutto il mondo scendono in piazza e manifestano pro Pal.  Milioni di giovani. Anche in Italia vengono inviate le forze dell’ordine a contrastare cortei che chiedono la fine di questi inumani massacri. Come si fa a festeggiare il Natale sapendo come lo trascorrono infelicemente i bambini a Gaza? 

Non se ne deve neanche parlare. Vengono chiusi spazi pubblici e i media che si oppongono a queste azioni genocidarie.

Lo stesso discorso vale per Russia e Ucraina. È ora di smetterla. Ormai la guerra è un assalto ai civili innocenti, alle strutture non solo militari. Le parti devono prendere realisticamente atto della situazione, che è consolidata, salvo non si voglia andare ad un conflitto europeo, posto che gli USA si sono tirati fuori. C’è chi ritiene questa pace ingiusta. Ma è più giusto continuare in una strage quotidiana, con lutti e sofferenze inaudite? La fine della guerra è meglio. La pace, col tempo  se è seguita da politiche sagge e amichevoli, consente accordi oggi inimmaginabili. Meglio la pace.

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