Tempi pericolosi

28 Giugno 2026
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Andrea Pubusa

Viviamo tempi pericolosi. Ci sono guerre in corso. Si ammazza e si devasta a Gaza e dintorni, Russia e Ucraina non depongono le armi. La particolarità sta nel fatto che sono state concordate tregue, ma le violazioni sono continue, non è guerra totale, ma non è pace. In Ucraina, dopo l’incontro fra Trump e Putin la guerra sembrava chiusa, in fondo erano gli USA che l’avevano voluta,  ma l’UE non ci sta. Non vuole apparire sconfitta e sostiene Zelenky in una guerra inutile ma, proprio per questo, ancor più pericolosa. La fase è quella rischiosissima in cui tutti si armano e qualcuno indica anche la data di uno scontro generalizzato  fra UE  e Russia  il 2030, tempo per l UE di essere pronta allo scontro armato. Altri danno per scontato un conflitto più globale con in testa USA e Cina.

Se ci pensate bene l’Italia le scorse settimane  si è messa in una posizione scomoda lasciando l’uso delle basi Nato agli aerei di Trump diretti contro l’Iran. Teheran non senza ragione ha considerato ostile il comportamento dell’Italia e, quindi, legittimamente passibile di ritorsione. Insomma ci si può trovare in guerra quasi senza accorgesene o, in altre parole, accendere un cerino in un pagliaio quasi meccanicamente.

La verità è che permangono e sono striscianti contrasti vari nel contesto di una modificazione di pesi a livello planetario. Chi scende vuole rimanere in alto, chi sale non vede ragioni per fermarsi. Lo diceva già Tucidide che questa è la situazione classica che sfoccia in guerra. Lo ha detto a Pechino anche Xi a Trump  esortandolo a considerare che è meglio per tutti sedersi ad un tavolo per decidere di sminare il terreno. Dio lo vuole, come implora Leone.

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