Conte mette nel programma i diritti sociali

25 Agosto 2026
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Andrea Pubusa

Per cbi è veterano nella sinistra, gli ultimi decenni sono stati un tormento. Abbiamo sempre combattuto la diseguaglianza sociale, siamo sempre stati coi lavoratori, con le classi subalterne  e il nostro obiettivo è sempre stata l’eguaglianza. Siamo rimasti e siamo legati a Marx, la nostra apertura ai diritti civili l’abbiamo considerata un allargamento della nostra  battaglia, mai una sostituzione. Ecco perche’ non abbiamo mai condiviso l’abbandono della lotta dei lavoratori e dei ceti subalterni per un approccio neoliberale. Abbiamo considerato il PD un partito al di fuori del perimetro della sinistra. Del resto, se oggi questo partito vota col centrodestra sul riarmo  ciò significa che ha perso ogni legame con la lotta al colonialiasmo, in un momento in cui questo di presenta col volto peggiore della forza militare. Con la rottuta unilaterale di ogni ordine internazionale. Questo è un aspetto del vertiginoso aumento delle disuguaglianze. Ricchezze inimmaginabili di pochi di fronte al crescere della povertà dei piu mettono le sorti del mondo nelle mani di cerchie ristrette, prevaricatrici e guerrafondaie. Negli ordinamenti interni, ed anche in Italia, i dititti dei lavoratori sono stati colpiti in aspetti centrali. Si pensi alla soppressione dell’art. 18 in Italia. Il mondo del lavoro è rimasto senza partito.

Bene fa dunque Conte a richiamare la sinistra agli obiettivi materiali, ai problemi dell’esistenza delle masse lavoratrici. Bene dice Cacciari, commentando Conte,  bisogna tornare a Karl Marx.

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