Andrea Pubusa
Un’assemblea attenta di amici e compagni ha ricordato a Cagliari Umberto Allegretti. Non l’autorevole giurista, di quello si parlerà nell’accademia, ma l’uomo impegnato in modo continuo nei movimenti, di cui è stato intelligente animatore e protagonista.
Gianluca hMedas ha letto brani in cui Umberto parla delle lotte a Cagliari e a Firenze, nella cui Università si era trasferito. Alcuni protagonisti rievocano la battaglia per salvare S. Elia dalla demolizione per fare spiazio ad un quartiere di ricchi. Fuori da quel luogo ameno i poveracci e dentro i ricchi con le loro ville. Fu una battaglia dura, ma vinta, almeno in parte perche’ nelle vicinanze sono stati costruiti dei palazzoni popolari non proprio belli.
Umberto non solo fu animatore del Comitato di quartiere, ma come giuspubblicista pubblicò su una rivista specializzata un importante articolo sui comitati, che costituì un riferimento per gli studiosi interessati allo sviluppo delle istituzioni dal basso. Fece una netta distinzione fra comitati spontanei, fortemente partecipati, e le circoscrizioni comunali, che vivevano scimiottando in piccolo i giochi politici deteriori degli organismi più grandi. Rilevante fu il contributo che Allegretti ha dato al tema della partecipazione, con scritti e convegni di grande spessore culturale.
È stato poi ricordato il suo legame con Arturo Paoli, che seguì da Bindua in America latina, e poi, ancora, dopo il suo trasferimento all’Università di Firenze, lo stretto rapporto con padre Balducci. Insomma Umberto fu sempre con la Chiesa dei poveri insieme a sua moglie Teresa che condivise con lui questo impegno di fede e di impegno civile.



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