Il PD nel caos contro la Schlein e il buon senso

20 Giugno 2023
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A.P.

Non ho mai condiviso l’ottimismo di quel popolo di sinistra che ha votato Elly ai gazebo. Non solo mi destava perplessita’ la storja del PD, ma mi sembrava impossibile che grumi e intrecci di interessi grandi e piccoli potessero scìogliersi e lasciare d’un colpo il passo al rinnovamento.

Ad onor del vero, vedevo la maggiore difficolta’, l’ostacolo piu’ grande al cambiamento nella questione della guerra. Un tema dirimente per una vera collocazione a sinistra, sulla quale il PD aveva fatto un salto definitivo, basta vedere la direzione della produzione bellica in Italia, tutta in capo a esponenti del PD.  Nulla e’ mai stato cosi’ manifesto. La storia del movimento operaio e’ pacifista, la guerra manda al macello i lavoratori per interessi dei ceti dirigenti. Questa e’ la elementare e giusta considerazione delle forze popolari  Anche le correnti democratiche cattoliche sono pèr la pace. Ma di tutto questo nel PD non e’ rimasta traccia.

Certo mi preoccupava anche la torsione liberista contro i diritti del lavoro degli anni scorsi, ma qui ero piu’ speranzoso, anche se oggi mi ricredo.  

Pensavo pero’ che sulle restanti questioni ci fosse maggiore apertura, piu’ sensibilita’. E invece niente. E’ bastata una battuta di Beppe Grillo per scatenare tutto lo scemenzaio del PD, non a caso in sintonia con la destra. Grillo evoca il terrorismo! E’ per la violenza! Niente alleanza coi pentastellati! Nessuna azione comune con Conte! Si vede che la sconfitta di settembre scorso non ha insegnato nulla. La rottura con i 5 Stelle porta solo disastri. Bisogna costruire una larga e solida alleanza con Conte. Pace, lavoro, diritti ne devono costituire la base. Oppure vincera’ ancora la destra. Ci vuol molto a capirlo? Ma forse ha ragione Rosy: il PD e’ irriformabile. Va sciolto e rifondato. Amen!

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