Andrea Pubusa
Il licenziamento di Ranucci da Report è un evidente attacco alla libertà d’informazione e una violazione della libertà di manifestazìone del pensiero. La spinta in questa direzione delle massime autorità del governo e le dichiarazioni di soddisfazione e di giubilo della seconda carica dello stato rendono il caso preoccupante, perche’ è l’indice di un disegno di scardinamento delle nostre libertà costituzionali.
Il caso è esemplare, Ranucci è un giornalista di inchiesta che fa il suo dovere, informa senza guardare in faccia a nessuno, senza riverenze nei confronti dei governanti di turno. Un titolo professionale per un giornalista viene percepito come una colpa, come una mancanza, omesso rispetto dei desiderata dei potenti del momento. Una mancanza imperdonabile da punire con la rimozione senza che peraltro, al giornalista sia stato contestato alcunche’.
Sarà probabilmente il giudice a rimettere le cose a posto, ma bisogna reagire in massa a questa deriva autoritaria. In parlamento si discuterà fra poco una legge che limiterà la libertà di criticare le azioni del governo genocida di Israele, criticare Netanyahu per i crimini di guerra a Gaza e contro l’Iran sarà condiderato reato di antisemitismo in barba alla libertà di manifestazione del pensiero. E si potrebbe continuare. Violazione dell’art 11, legge elettorale. La lista è lunga. La Costituzione però resisterà anche a questo vile attacco.



1 commento
1 Luciano Lussorio Virdis
30 Agosto 2026 - 09:55
Concordo pienamente con quanto hai scritto, Il fascismo è alle porte!
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