Renato Monticolo, una grande persona, ci ha lasciato

25 Luglio 2021
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Andrea Pubusa

Renato Monticolo ci ha lasciato dopo lunghe sofferenze. Il suo nome fuori da Carbonia e dal Sulcis non dice molto, se non a chi si occupa di archeolgia, ma Renato è stato un uomo fuori dal comune. E lo è stato proprio per la naturalezza, la modestia, con cui ha professato la sua straordinaria cultura e la sua immensa umanità e gentilezza.

Renato è stato mio compagno nelle superiori prima di dividerci all’Università, lui lettere antiche, io leggi, ma siamo sempre stati uniti, anzi idealmente ci siamo sempre più avvicinati. Ho potuto così vederne, passo passo, il percorso di vita e sopratutto apprezzarne le doti straordinarie.

Al liceo aveva un metodo di studio e una cultura di livello universitario. In Italiano padroneggiava le letterature di tutti i grandi autori del tempo, creando non pochi problemi al povero prof., che conosceva solo il libro di testo. Così alle interrogazioni le sue risposte manifestavano la complessità degli autori, dei tempi, la diversità delle opinioni e lui enunciava spesso la sua o la sua preferenza, argomentando finemente. E così il prof., che aveva difficoltà di interlocuzione, si spazientiva e lo invitava a stringere. Spesso capitava di essere ilnterrogati insieme ed io, con perfidia, propinavo al prof. le parole del nostro libro di testo, e così lui isi rivolgeva a Renato per dirgli: “veda, Monticolo, come Pubusa non gira intorno agli argomenti, ma va subito al sodo”. Non si azzardava però a dargli un voto inferiore al mio, perché anche lui era consapevole della grande e superiore cultura di Renato.
Quando facevamo le versioni in classe di greco e latino, i referenti per la successiva scopiazzatura generale erano un ragazzo di S. Antioco, Franco Argiolas, che avendo fatto il ginnasio “dai preti”, traduceva all’impronta, ma con un italiano normale; per dare eleganza e finezza la mano finale era quella di Renato, e così il testo era perfetto, Fioccavano i voti alti anche a chi poco sapeva. Ma lo spirito di gruppo rende tutti uguali o almeno tende a non lasciare indietro nessuno.
In questa attenzione per gli altri, per i compagni, si manifestava la grande anima di Renato, tanto più apprezzabile in quanto mai ostentata, sempre nascosta, quasi per pudore di mostrare la sua evidente superiorità culturale. Ed è la cultura che ha portato Renato, pian piano, alle sue scelte politiche più conseguenti, culminate con la sua candidatura a sindaco di Carbonia con Rifondazione comunista. Non la spuntò per qualche voto e quel risultato sancì la definitiva perdita per Carbonia del bene prezioso di avere un primo cittadino espressione della città e della sua travagliata storia di lotte.
Quando penso al richiamo di Gramsci alla riforma intellettuale e morale, non da oggi, penso sempre a Renato, che la impersonò nel suo impegno continuo di studio, nella sua attenzione per i problemi degli uomini e degli sfruttati e che la pratico’ nella sua vita esemplare, sempre ispirata ad un rigore morale naturale e assoluto.
Renato, il mondo è come è, il Paese, la Sardegna e il Sulcis sono come sono perché gli uomini con le due doti sono rari. Ciao, amico e compagno mio per quanto mi hai e ci hai dato. Deus ti du paghit..

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