Eutanasia statale obbligatoria per i malati di SLA

15 Maggio 2010
2 Commenti


Red

Da un gruppo di malati di SLA riceviamo e volentieri pubblichiamo, non senza prima dire che la situazione denunciata è indegna di uno stato civile e viola manifestamente l’art. 32 della Costituzione che riconosce e tutela il diritto fondamentale alla salute. Bisogna reagire, e non lasciare soli i malati e le loro famiglie; occorre una forte mobilitazione di tutti.

I MALATI SLA SONO STANCHI LO STATO CI VUOLE TUTTI MORTI.
Un anno dopo si parla ancora di Eluana Englaro con ipocrisia, il Ministro Sacconi commemora l’anniversario, certi giornalisti battono ancora i pugni sull’assassinio presunto, Berlusconi dice che avrebbe voluto fare di più per salvarla. Pronti a non riconoscere il diritto di morire, ma altrettanto pronti a non riconoscere il diritto di vivere, NOI MALATI DI SLA, IN PIENO POSSESSO DELLE NOSTRE FACOLTA’ MENTALI VOGLIAMO VIVERE. Chiediamo al Ministro Sacconi cosa fa per evitare che i malati di SLA muoiano prematuramente perchè non hanno una assistenza adeguata, cosa fa il governo per la ricerca di una cura, cosa fanno governo, regioni e comuni per impedire la rovina delle famiglie, cosa fanno certi giornalisti per
sensibilizzare l’opinione pubblica che la colpa dell’abbandono è della nostra cara classe dirigente.
Siamo stufi di queste sceneggiate che esaltano casi singoli e nascondono i veri problemi, tutto il Governo è complice di omicidi premeditati e consapevoli, tutti sanno ma non agiscono, tutti vorrebbero, promettono, prendono impegni e regolarmente dimenticano
lasciando una scia di cadaveri tra rovina e disperazione delle famiglie.
Noi malati di SLA siamo condannati doppiamente, prima dalla malattia e dopo da uno stato che non rispetta la costituzione, vediamo morire compagni di malattia che non fanno la tracheostomia che può salvarli per non pesare sui loro cari o non vogliono finire in una RSA , spesso più lager che centro assistenziale.
ABBIAMO BISOGNO DI PROVVEDIMENTI IMMEDIATI. LA SLA NON ASPETTA
Uno stato incivile ed ipocrita sceglie l’EUTANASIA per noi, che invece vogliamo vivere, non ufficiale, ma OCCULTA E PIANIFICATA perchè il bilancio dello stato richiede l’eliminazione dei pesi morti inutili, quindi di noi o se ne fanno carico le famiglie o è morte certa, anzi
agonia lenta che coinvolge tutta la famiglia.
Noi malati di SLA non possiamo permetterci di trascinare nella disperazione e rovina i nostri cari, abbiamo bisogno di un’assistenza degna di una sanità civile, vogliamo una media di 12 ore di
presenza, che variano a seconda dell’ingravescenza sino a 24 ore nei casi più gravi, vogliamo un finanziamento diretto adeguato alle necessità. Se l’Italia non può permettersi di assisterci deve essere coerente, il governo decida e ci pratichi per coerenza una EUTANASIA ANTICIPATA, se il problema è una questione di bilancio perchè spendere soldi in apparecchi, ausili, pensioni, abbiate il coraggio di minarci, il risultato è lo stesso con l’aggravante che rovinate famiglie intere, tutto in assoluto silenzio ed omertà.
NOI MALATI SLA ABBIAMO DECISO CHE NON ASPETTIAMO PIÙ, SE NON CI ASSICURATE OGGI che da domani avremo quello che è vostro dovere dare e nostro diritto chiedere per una vita dignitosa e per salvaguardare le nostre famiglie , andremo in massa in altri stati europei, chiederemo l’EUTANASIA e metteremo in piazza mondiale la verità.
L’ITALIA E’ UNO STATO INCIVILE ED IPOCRITA CHE ATTUA IN MANIERA OCCULTA L’EUTANASIA DEI MALATI GRAVI.

2 commenti

  • 1 Mara Rovo
    24 Dicembre 2010 - 16:44

    REGIONE UMBRIA ,GRAVE NON AUTOSUFFICIENZA :UN OPERAIO VENDE LA CASA PER PAGARE L’ASSISTENZA ALLA MOGLIE AFFETTA DA SLA !
    LA SUA REGIONE NON DA NESSUN ASSEGNO DI CURA NE A LUI NE A TUTTI I DISABILI
    GRAVI !
    Vi prego interessatevi di questo caso o almeno pubblicate su facebook ,
    twitter
    o qualsiasi forum questo video di denuncia sulla condizioni dei disabili
    gravi
    in Umbria e Toscana ,un caso che rappresenta la condizione di molte famiglie
    italiane che accolgono persone con varie forme di disabiltà .
    Senza adeguata assistenza domiciliare,ne contributi per pagare la badanti,ne
    assegni di cura (legge 328 del 2000) per sostenere l’assistenza in famiglia,
    quest’ uomo un operaio ,il suo nome è Natale ,ha esaurito tutti i suoi
    risparmi
    per pagare l’assistenza e le medicine alla povera moglie ,presto dovrà
    vendere
    anche la casa ,questa gente non ha ancora ricevuto nessun aiuto .
    In tutta Italia le famiglie che si occupano della cura di un disabile grave
    sono sostenute dalle regioni ,per maggiore sensibilità e perchè
    finanziariamente più conveniente ,nelle strutture residenziali la cura di
    questi poveri disgraziati costerebbe molto di più ,fino a 10.000 euro al
    mese.
    In più l’assistenza domiciliare crea straordinarie opportunità di lavoro per
    i
    lavoratori delle cooperative.
    L’importo di un assegno di cura (PREVISTI DALLE LEGGE NAZ.328 /2000)è
    nettamente inferiore ai contributi riservati alle RSA ,IN MEDIA CIRCA 400-
    700
    EURO ma sufficiente ad integrare le pensioni ed indennità dello Stato .
    Con queste piccole cifre si riesce a raggiungere l’obbiettivo dell’
    assistenza
    in famiglia senza sradicare dagli abituali contesti di vita questi poveri
    martiri e in più lo STATO E LE REGIONI più avvedute RISPARMIANO MILIARDI DI
    EURO di denaro dei contribuenti .
    Non riusciamo ad ottenere l’attenzione della stampa locale ,vicina al
    governo
    della Regione,ne delle associazioni di disabili ,siamo circondati da muri di
    gomma aiutateci a denunciare la condizione dei disabili e degli anziani non
    autosufficienti in Umbria e Toscana .
    QUESTE STORIE NON DEVONO FINIRE DIMENTICATE …

    Vi prego pubblicatelo anche su facebook e twitter e fatelo girare

    http://www.youtube.com/watch?v=IOwsTYEehXE

    tratto da YOU TUBE
    TITOLO
    CULT- RETE SOLE- MALATI DI SLA

    grazie per l’attenzione e la sensibilità
    Un sereno NATALE a tutti

    MARA ROVO

  • 2 A.M.
    12 Gennaio 2011 - 15:55

    L’Umbria, la Toscana,la Campania e la Calabria si ostinano ancora a non riconoscere ai disabili gravi e alle famiglie che si occupano della loro assistenza nessun tipo di supporto economico. Solo la Toscana prevede un esiguo contributo badante di appena 150-200 euro al mese!
    L’assegno di cura, previsto dalla legge di riforma del settore sociale 328/2000, tuttora in uso in molte regione del nord e sud italia, rappresenta uno strumento piu’ che idoneo per coprire almeno in parte le necessita’dei propri cari che vivono in condizioni di grave handicap. Non a caso l’ultimo tentativo di regolarizzazione delle badanti in Umbria e Toscana si e’ rivelata un vero flop!.
    Molte delle famiglie che ospitano persone non autosufficienti non hanno certo i mezzi per pagare tra 1200-1400 euro al mese,inoltre chi assiste congiunti non autonomi ha ovviamente ulteriori difficolta’ a conseguire un reddito.
    Tutto cio’ favorisce la condizione estrema di ricorrere a residenze, case famiglia o ospizi con conseguente decadimento della qualita’ di vita della persona non autonoma,sia disabile giovane che anziano non autosufficente.
    Accompagnare le famiglie con adeguati servizi domiciliari e assegni di cura comporta risparmi dei costi sia per lo stato che per le amministrazioni locali.
    Le integrazioni delle rette delle residenze per ciascun singolo utente sono ben piu’ onerose che un assegno di cura corrisposto al nucleo familiare e per legge, queste integrazioni, sono comunque dovute anche se il ricoverato ha un patrimonio di milioni di euro !e’ scandaloso!
    Vi sono regioni che pur di favorire l’emersione del “badantato” in nero, offrono un cifra, per chi ha un certo livello di reddito Isee, finalizzata alla copertura degli oneri previdenziali e Inail delle badanti medesime.

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